Banco BPM tra i peggiori a Piazza Affari. Indice bancario in flessione

Il titolo perde sul listino milanese circa due punti percentuali. In flessione l'intero settore bancario, sotto la pari dello 0,5% circa. A pesare sulle azioni BPM l'indecisione sul piano di cessione di Npl. Delle tre cordate in lizza, solo due concorrerebbero per la vendita del pacchetto.

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Fonte Bloomberg

Banco BPM tra i titoli più venduti a Piazza Affari. Con un ribasso di giornata prossimo ai due punti percentuali, il gruppo sconta oggi l’indecisione sul piano di cessione degli Npl.

Dopo il Cda fiume convocato ieri dai vertici della banca, la discussione sulle operazioni di cessione del pacchetto dei crediti non performanti si è tradotta in un nulla di fatto.

Seppur in assenza di un piano definitivo, l'istituto avrebbe però tracciato il perimetro del portafoglio di sofferenze da cedere, per un ammontare massimo superiore agli 8 miliardi di euro, paventando la possibilità di una vendita della piattaforma di servicing.

La formalizzazione dell’operazione si avrà a chiusura delle trattative. Attualmente sarebbero solo due le cordate che concorrono per l’acquisizione, su tre candidate: doBank-Fortress-Illimity , Fonsa-Elliott e Christofferson Robb & Company-Davidson Kempner-Prelios. Obiettivo di BPM, oltre alla massimizzazione del prezzo di vendita, è concludere il deal entro la metà di dicembre.

In una giornata negativa per il settore bancario italiano, che flette a Piazza Affari di mezzo punto percentuale, il calo di Banco BPM non intacca più di tanto la performance settimanale, prossima ad un rialzo del 9,7% né, tantomeno, quella mensile (+24%).

Fatta da parte l’operazione di derisking, gli analisti tendono a rimanere positivi sul titolo grazie ai passi avanti compiuti di recente. Gli stessi si attendono inoltre aggiornamenti sulla riorganizzazione del credito al consumo del gruppo relativamente a jv Agos Ducato, per la quale sono in corso trattative con il partner Credit Agricole.

Tra le altre notizie di giornata, la performance positiva di Banca Carige, successiva al via libera da parte del Cda del cosiddetto conservation plan sul capitale, da attuarsi tramite l'emissione di un bond subordinato T2, per un importo complessivo da 400 milioni. Un’operazione, questa, che fungerà da ponte per l'aumento di capitale del prossimo aprile.

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