Azioni Fca: arriva il maxi dividendo da 1,30 euro. L'analisi sul titolo

Fca in calo a Piazza Affari nel giorno dello stacco del dividendo straordinario da 1,30 euro per azione che include i proventi da cessione di Magneti Marelli alla giapponese Calsonic Kansei (fondo KKR). Raccomandazioni: hold.

Fca Fiat Chrysler Fonte: Bloomberg

Fiat Chrysler Automobiles in calo dell’11% nel giorno dello stacco del dividendo straordinario da 1,30 euro per azione. All’origine del ribasso, la maxi cedola corrisposta dal gruppo, che include i proventi derivanti dalla cessione di Magneti Marelli alla giapponese Calsonic Kansei. Ma non è tutto: al netto della cedola, a pesare sulla casa d'auto sono le tensioni commerciali, che potrebbero ulteriormente frenare la crescita di un settore già pesantemente colpito dalle vendite.

Fca: dividendo straordinario da 1,30 euro

Dopo lo stacco da 0,65 euro per azione corrisposto da Fca a fine aprile, la casa d’auto ha distribuito oggi un dividendo monstre da 1,30 euro legato alla vendita da 5,8 miliardi di euro di Magneti Marelli al colosso nipponico dell’automotive Calsonic Kansei, di proprietà del fondo americano di private equity, KKR. Complessivamente Fiat Chrysler ha destinato un totale di 2 miliardi di euro, con data di pagamento il prossimo 30 maggio.

Al netto della cedola (che porta oggi la variazione del titolo Fca a Piazza Affari in rosso dell’11,3%), le azioni della casa italo-americana risentono di alcune pressioni a ribasso (-1,4%) che hanno condotto le quotazioni appena sotto gli 11,9 euro. Dopo aver tirato un sospiro di sollievo sulla notizia che gli Stati Uniti rifletteranno altri sei mesi prima di decidere se aumentare i dazi sul settore auto europeo, Fca ha annunciato venerdì di dover ritirare oltre 600 mila veicoli dal mercato nord americano per problemi tecnici. Si tratterebbe di 200 mila modelli Chrysler Pacifica, che presenterebbero vizi ad un cavo della trasmissione, e 400 mila pick-up RAM, che avrebbero registrato problematiche nel sistema di chiusura del portellone. Tali cifre, seppur non significative per un colosso quale è Fca, aprono comunque a ripensamenti.

Fiat Chrysler: incognite per il titolo

Ad aprile Fiat Chrysler ha registrato un calo delle vendite in Europa del 3% rispetto al mese di aprile dello scorso anno, con 88 mila unità di vetture consegnate. La performance si contrae dell’8,8% se si confrontano le consegne dei primi quattro mesi con quelle del 2018, a 348 mila modelli. Tali dati, oltre a rispecchiare una situazione delicata per il mercato dell’auto europeo (alle prese con l’adozione di nuova tecnologia che permetterà entro il 2020 il rispetto dei parametri Ue sulle emissioni di gas CO2), hanno portato ad una contrazione degli utili netti nel primo trimestre 2019 del 47% (508 milioni) e ad un taglio della quota di mercato del gruppo nel vecchio Continente dal 6,8% al 6,6%.

Azioni Fca: raccomandazioni e target price

A livello di raccomandazioni, gli analisti censiti da Reuters hanno indicato a maggioranza un posizionamento hold, mantenere (14 su 24), con 7 posizioni in acquisto (di cui 2 strong buy) e 3 in vendita (di cui una strong sell). Il target price medio fornito dagli operatori si fissa oggi a 15,20 euro per azione, leggermente sotto il valore mediano a15 euro e poco sotto al livello obiettivo degli scorsi medi (15,30 euro ad aprile, 15,50 euro a marzo). Sul titolo della casa automobilistica Alphavalue ha indicato un valore target a 14,40 euro, superiore del 7,7% rispetto ai valori correnti di oggi. Leggermente superiore il parere di Equita Sim, a 15,80 euro (+18,2%). Sempre a maggio si è espressa sul titolo anche Commerzbank Corp., che ha mantenuto la propria previsione su Fca a tendere a 13,80 euro.

Settore auto: Fca e player di settore

Fca, che quest’anno è tornata a corrispondere un dividendo ordinario dopo dieci anni di assenza, capitalizza oggi 20,95 miliardi di euro, sotto ai 24,13 miliardi della sorella di lusso, Ferrari, e al di sopra dei 19,12 miliardi di Peugeot e dei 14,97 miliardi di Renault. Da inizio anno il titolo mostra una performance negativa di circa sei punti percentuali, con un calo su base mensile del 18,5%. Da una panoramica generale, il comparto dell’auto risente pesantemente dell’inasprirsi delle tensioni commerciali volute dagli Stati Uniti: a Francoforte Volkswagen perde oggi l’1,6%, mentre BMW prosegue col calo di venerdì cedendo un ulteriore 2%. Male anche Continental (-1,9%) e Daimler (-2,7%).

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