Azioni Juventus in aumento dopo taglio stipendi dei calciatori: risparmi fino a 90 milioni di euro

Con il campionato sospeso e i conti dissestati, durante il fine settimana il club bianconero ha trovato la quadra con giocatori e allenatore sul fronte compensi

Non è stato un anno facile per la Juventus, sia in campo che in Borsa. L’espandersi della pandemia di coronavirus e le misure di distanziamento sociale implementate nel tentativo di fermarla hanno infatti richiesto lo stop di tutte le competizioni sportive, ad ogni livello; la Juventus, da poco scalata al secondo posto del campionato di Serie A (dopo la vittoria della Lazio 2-0 contro il Bologna, sabato 29 febbraio), nelle ultime settimane è però retrocessa a Piazza Affari, passando dal Ftse Mib al Mid Cap.

Come intende la Juventus rientrare delle perdite?

Eppure, davanti a una stagione che non è andata affatto come previsto, nelle ultime ore le azioni sono tornate a salire grazie alla riduzione dei compensi dei calciatori, che permetterà risparmi per circa 90 milioni di euro.

L’emergenza sanitaria ha infatti provocato lo stop del Campionato, portando la società a dover ricercare un accordo con allenatore e calciatori sui rispettivi stipendi. Le parti si sono accordate in modo tale da ridurre i compensi per una cifra equivalente a quelli di marzo, aprile, maggio e giugno: un risparmio totale sull’esercizio 2019/2020 di appunto di 90 milioni di euro, corrispondente al 27% dei 330 milioni totali.

Cosa prevede l’accordo?

Il compromesso con i giocatori e il tecnico Maurizio Sarri è stato firmato sabato sera. Insieme all’accordo è stato annunciato anche, nei prossimi giorni, uno studio per perfezionare gli accordi individuali con i tesserati; qualora le competizioni dovessero riprendere, la Società e i tesserati negozieranno in buona fede eventuali integrazioni dei compensi.

D’altra parte, non si tratta di una vera e propria sospensione degli stipendi: i calciatori non percepiranno lo stipendio durante i restanti quattro mesi della stagione attuale, salvo percepire nel corso delle prossime l’equivalente di 2,5 delle quattro mensilità non godute. Il rimborso avverrà dunque dopo il 30 giugno 2020.

Di fatto, dunque, a non rientrare nelle tasche di giocatori e allenatore sono 33,75 milioni di euro (sui circa 90 di risparmio durante l’attuale stagione); i restanti 56,25 dovranno invece essere loro corrisposti – prima o poi, secondo modalità ancora da definire.

Un accordo giudicato conveniente secondo Banca Imi, che ha confermato il titolo di rating buy e il prezzo obiettivo di 1,37 euro.

Cosa è successo negli ultimi mesi al titolo Juventus?

È il risultato di una società sempre più in difficoltà finanziarie, per risolvere le quali sembravano non bastare i due aumenti di capitale (uno a settembre e uno a novembre) da 300 milioni l’uno. Si trattava di misure volte a rinforzare il capitale della società, dopo la profonda ristrutturazione che aveva riguardato soprattutto i compensi dei calciatori, provocando un buco di quasi 40 milioni di euro, con i debiti finanziari che quasi raddoppiavano il patrimonio netto (passato da 72 a 31,2 milioni).

Il titolo ha perso dall’inizio dell’anno circa il 44% - dall’inizio dell’emergenza coronavirus, oltre il 30%, complice anche la notizia della positività al virus del difensore Daniele Rugani. Stamattina invece, alla notizia dell’accordo, le azioni Juventus hanno ritoccato quota 0,80 euro (salvo poi riscendere a 0,77 euro), un rialzo del 4,28%.

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