Azioni Eni in forte calo per effetto coronavirus a pochi giorni dai dati trimestrali

Il colosso italiano del petrolio subisce gli effetti di un mercato petrolifero in difficoltà, oltre a un 2019 particolarmente impegnativo

In una Piazza Affari segnata stamattina dall’effetto coronavirus, che in poche ore ha portato l’Italia a registrare il numero più alto di contagi in Europa – provocando un crollo generale delle quotazioni –, anche Eni registra forti cali.

L’andamento del prezzo del petrolio

La compagnia petrolifera italiana subisce già da giorni il calo del prezzo del greggio dopo che, sempre a causa dell’epidemia, la domanda (proveniente soprattutto dalla Cina) ha subito un brusco rallentamento. A ciò si aggiunge l’incertezza sul mercato delle materie prime: è di oggi la notizia che l’Arabia Saudita, tra i principali membri dell’Opec (l’organizzazione dei paesi esportatori di petrolio) starebbe considerando l’ipotesi di tirarsi fuori dall’alleanza con la Russia, dopo le discrepanze sull’accordo per il taglio della produzione petrolifera.

D’altra parte, in questi giorni a preoccupare di più è l’effetto dell’epidemia da Covid-19: l’effetto dei tagli alla produzione (che, probabilmente, saranno in grado di riportare i prezzi sopra i 60 dollari al barile solo verso la fine dell’anno) infatti si calcola nel lungo termine. Al contrario, in questi giorni il prezzo del greggio è sceso a 51,5 dollari al barile (il Wti) e a 56,4 dollari al barile (il Brent).

Le stime al ribasso delle quotazioni del greggio

Il coronavirus infatti ha portato a una previsione al ribasso della domanda di oro nero. Dopo la stessa Opec, infatti, a stimare una diminuzione è stata anche Ubs: “Prevediamo che l'Opec+ reagirà con quote più basse a marzo e poi, in corrispondenza con un recupero delle richieste nei successivi tre trimestri, il mercato recupererà", fanno sapere dalla banca d’investimenti svizzera. La domanda di petrolio dalla Cina nel primo trimestre 2020 scenderà del 10% (equivalente a 1,3 milioni di barili al giorno, a 12,1 milioni di barili), per arrivare al 2% durante tutto il 2020 (300 mila barili).

Ubs stima dunque un abbassamento del prezzo a da 62 a 56 dollari al barile (il Brent) e da 58,1 dollari al barile a 51 (il Wti) per il primo trimestre, mentre da 63,5 a 60 dollari (il Brent) e da 60 a 55,5 dollari al barile (il Wti) per l’interno 2020.

Le previsioni trimestrali

Guardando al 2019, invece, Eni pubblicherà i dati trimestrali il prossimo 28 febbraio: eppure già si prevedono in ribasso rispetto alle aspettative.

Il risultato operativo (ebit) si attende intorno a 1,97 miliardi di euro, (il consensus lo vuole a 1,99 miliardi): pesa l’abbassamento del prezzo del gas, il deconsolidamento di Eni Norge (creata nel 2018) la cancellazione di progetti come il Kalmkas-sea in Kazakhstan, oltre a operazioni di portafoglio come l’acquisto di Exxon in Norvegia e del 20% della raffineria di Ruwais negli Emirati, il tutto in un contesto di prezzi deboli. Si prevede soprattutto una diminuzione nel comparto Esplorazione e produzione, del 27%, che passerà così a 2,13 miliardi di euro. Scende inoltre l’ebit del comparto Refining e Marketing, con un calo fino al 60% (arrivando a 0,07 miliardi di euro), per via del contesto commerciale; bene invece il settore Gas&Power, in rialzo a 0,09 miliardi di euro.

L’utile si attende dunque particolarmente negativo: 0,63 miliardi, il 57% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, laddove gli analisti prevedono almeno 0,68 miliardi di euro. In calo tuttavia anche il debito netto di 900 milioni, arrivando a quota 17,6 miliardi (le attese sono per un debito pari a 17,4 miliardi), inclusi anche gli investimenti.

Come si sta muovendo il titolo Eni?

Alla chiusura dei mercati, le quotazioni Eni perdono il 4,87%, a 12,42 euro per azione: si tratta del minimo dal febbraio 2016. Le azioni hanno toccato un minimo intraday pari a 12 euro, verso la fine della seduta, per poi salire leggermente.

Fidentiis, che ha stimato le previsioni in uscita il 28 sui dati del 2019, ha dichiarato un rating per Eni cauto, raccomandando hold e valutandole in un range tra 13 e 14 euro.

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