Azioni Eni altamente volatili, torna a salire il prezzo del petrolio

Dalla sospensioni per eccesso di rialzo ai nuovi cali, nelle ultime ore le quotazioni Eni hanno registrato notevoli picchi. Il prezzo del petrolio intanto in leggero aumento

Dopo il tracollo di ieri, stamattina all’apertura di Piazza Affari il titolo Eni ha riguadagnato un po’ del terreno perso nelle ultime ore, di pari passo al recupero del prezzo del petrolio.

A metà mattinata le contrattazioni sono state sospese per eccesso di rialzo. Le quotazioni Eni hanno comunque continuato a viaggiare in rally fino a oltre il 9%, a 8,80 euro per azione. Al momento del rientro sono invece stati osservati nuovi cali, fino a raggiungere i minimi di ieri (a 8,14 euro per azione). Le quotazioni viaggiano ora in leggero ribasso, a -0,6%.

Perché così tanta volatilità sul titolo Eni?

Come tutte le altre aziende attive nel comparto petrolifero, ieri Eni ha subito gli effetti del crollo del prezzo del petrolio determinato dal mancato accordo tra Russia e Arabia Saudita. In occasione della riunione dell’Opec (l’organizzazione dei principali paesi esportatori di petrolio), infatti, Mosca ha rifiutato di aderire a un ulteriore taglio della produzione, proposto dall’Arabia Saudita, in base al quale fino alla fine del 2020 la produzione di greggio da parte di tutti i membri dell’organizzazione sarebbe dovuta diminuire di 1,5 mila barili al giorno.

Il mancato raggiungimento dell’accordo pone dunque ai membri dell’Opec totale autonomia nella produzione allo scadere delle attuali riduzioni (che saranno portate avanti fino alla fine di marzo). L’Arabia Saudita ha quindi reagito con una strategia inversa, annunciando un aumento della produzione a partire da aprile in grado di far crollare i prezzi dell’oro nero ai minimi dal 1991.

Con il petrolio, sono andati giù anche tutti i titoli ad esso collegati: in Italia Eni, dunque, ma anche Saipem ha subito un calo di quasi il 30% - salvo poi risalire, durante la giornata di oggi, dell’1,9%, a 2,26 euro per azione.

A quanto è arrivato oggi il prezzo del petrolio?

D’altra parte, le quotazioni del settore vanno di pari passo con l’andamento del prezzo del petrolio che, nelle ultime ore, è tornato ad apprezzarsi. Al momento, il wti quota a 33,32 dollari al barile, mentre il brent è a 36,7 dollari al barile.

Ieri il presidente Usa Donald Trump ha incontrato il principe saudita Mohammed bin Salman proprio in seguito al crollo del prezzo del greggio. “Il presidente e il Principe saudita hanno discusso die mercati dell’energia globale e di altri problemi critici regionali e bilaterali”, ha dichiarato l’ufficio stampa della Casa Bianca in un comunicato. In un tweet pubblicato ieri sera, il presidente Usa ha fatto risalire proprio allo scontro tra Riad e Mosca la causa del crollo dei mercati di ieri, piuttosto che ai timori sull’espansione del coronavirus. “Quello, e le fake news, sono la ragione per il crollo dei mercati!”.

Il riferimento è al lunedì nero, ovvero ieri, in cui gli indici globali hanno perso oltre l’11% (Piazza Affari), con i listini statunitensi in calo di circa il 6%. D’altra parte, oggi invece a mezz’ora dall’apertura di Wall Street gli indici segnano un significativo recupero rispetto a ieri. Il Dow Jones è l’unico ancora negativo ma il ribasso è leggero (-0,34%), mentre gli altri si muovono in area verde: il Nasdaq segna +0,32%, l’S&P500 viaggia sulla parità.

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