Asta Bot, bene la domanda: richieste per oltre 8 miliardi di euro

Salgono le domande rispetto ai mesi passati, soprattutto a causa dell'aumento dei rendimenti. Sale anche lo spread, che raggiunge quota 156 punti

Scade oggi l’asta per collocare i Bot in scadenza il 13 novembre 2020. Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha offerto titoli per 5,5 miliardi di euro e la risposta è stata più che positiva, con richieste per oltre 8,7 miliardi di euro e un rapporto di copertura di 1,58.

L’asta dei Bot

I titoli di stato sono stati emessi con un rendimento pari a -0,135%, per un prezzo di aggiudicazione di 100,137. Il rendimento si dimostra leggermente migliore rispetto al -0,213% del mese scorso, quando i titoli erano stati assegnati per 100,108.

L’aumento dei rendimenti dai minimi storici toccati a ottobre scorso e a maggio 2018 (quando l’incertezza che ha preceduto la formazione del governo giallo-verde li ha fatti precipitare a -0,361%) è dovuto soprattutto alla perdita di reputazione del governo italiano e ai timori lanciati da Moody’s su un possibile downgrade nel 2020.

Attenzione anche allo spread tra Btp e Bund. Giovedì scorso è avvenuto lo storico sorpasso della Grecia a livello intraday sui titoli di stato a livello decennale, mentre ha chiuso in vantaggio su quelli a 5, 7 e 15 anni. Oggi i titoli greci segnano uno spread a 156 punti e un rendimento dei titoli decennali a 1,32%, mentre in Italia segnano rispettivamente 158 punti e 1,34%.

Perché lo spread si sta alzando così tanto

A pesare così tanto sullo spread sono state le tensioni economiche interne, soprattutto per quanto riguarda la questione ex Ilva, con ArcelorMittal che la settimana scorsa si è ritirata dalla concessione degli stabilimenti di Taranto e il rischio commissariamento.

Ma incide anche il giudizio di Moody’s, che ieri ha declassato il debito globale da “stabile” a “negativo” e non ha risparmiato critiche neanche sull’Italia. Per l’agenzia di rating, l’ascesa dei partiti populisti ha infatti rallentato i processi governativi in grado di implementare le riforme strutturali necessarie per far fronte alle sfide dell’economia nazionale, ma anche europea e globale, che si avvia verso la recessione.

Come ha reagito Piazza Affari

Il listino di Milano registra valori positivi (+1,01%), in linea con gli altri europei, grazia alla nuova ondata di ottimismo infusa dall’attesa delle parole del presidente Usa Donald Trump, che oggi parlerà davanti al Club Economico di New York e, secondo quanto lasciato intendere, si pronuncerà sulle trattative commerciali con la Cina.

Ma i mercati europei aspettano anche l’annuncio di un probabile ritardo dell’entrata in vigore dei dazi sulle importazioni di automobili dall’Unione Europea. Le nuove tariffe, del 25%, dovrebbero infatti decorrere dal 14 novembre, ma sembra che l’amministrazione Usa sia disposta a concedere altri sei mesi di tempo per cercare un accordo.

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