Debolezza a Piazza Affari. Spread a 330, sui massimi da 5 anni

Differenziale Btp/Bund ai massimi da marzo 2013, dopo che la commissione Ue ha bociato la manovra italiana, per eccessiva "deviazione dalle regole" comunitarie. Entro lunedì Bruxelles attende il testo rivisto; martedì il nuovo l'esame

Italy
Fonte Bloomberg

Ancora rosso a Piazza Affari che, dopo la chiusura di ieri a -1,89%, ha allungato oggi le perdite con ribassi dello 0,5%. Sulla capitalizzazione dell’indice italiano pesano le incertezze di una manovra di Governo inadatta ai parametri europei.

Deviazione dalle regole senza precedenti: così Bruxelles ha bocciato la versione preliminare della manovra di bilancio italiana, con una lettera giunta nel tardo pomeriggio di ieri firmata dal vice presidente alla Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, e dal commissario Ue, Pierre Moscovici. Moscovici ha consegnato la missiva brevi manu al ministro italiano all’economia, Giovanni Tria, aprendo al dialogo con l'Italia nella cornice delle regole comunitarie.

Immediata la reazione dello spread, che giovedì sera ha toccato un picco in area 300 punti, sui massimi da oltre cinque anni, livello poi confermatosi nella mattinata di oggi.

La Commissione europea ha assicurato di voler gestire "con intelligenza e sangue freddo" il disallineamento sui livelli di deficit per il triennio 2019-2021 presentati dal governo Lega-M5s. L’Unione, ha aggiunto inoltre Moscovici, non prende assolutamente in considerazione l'idea che l'Italia possa abbandonare l'euro.

"Il nostro obiettivo è aumentare la crescita e ridurre il rapporto debito/Pil” ha controbattuto Tria. “Spiegheremo alla Commissione che la manovra va in questa direzione” ha quindi aggiunto il ministro in conclusione.

Entro lunedì l’Italia dovrà presentare a Bruxelles una versione rivista della propria manovra di bilancio. La commissione dovrebbe invece intervenire con una valutazione del nuovo testo direttamente martedì.

Nell'aggiornare le stime di crescita e gli obiettivi di finanza pubblica, il governo ha aumentato il deficit del 2019 al 2,4% in termini di Pil, tre volte il livello tendenziale fissato dal precedente esecutivo Gentiloni. Resta quindi la questione “pace fiscale” ove a pesare, oltre alle disposizione in sé, sono i malumori andatisi a creare all’interno delle schiere giallo-verdi.

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