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Eur/Usd diviso tra Draghi e Trump

Cerca di difendere i recenti rialzi il cambio Eur/Usd a poche ore dalla conferenza stampa di Draghi.

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Resiste in area 1,06 il cambio EUR/USD in attesa di Draghi. Sebbene non siano attese novità di rilievo da questo appuntamento, gli operatori rimangono concentrati sulle considerazioni che potrebbero emergere sul fronte inflazione. La sensibile accelerazione dei prezzi al consumo di dicembre potrebbe essere utilizzata dai falchi come pretesto per rivedere il piano di QE, modificato nella riunione di dicembre.

Draghi probabilmente si difenderà rimarcando la natura transitoria del dato e sulla stagionalità (consumi legati alle festività natalizie), precisando che serviranno maggiori evidenze prima di rivedere il piano di acquisto asset. Ad ogni modo, riteniamo altamente improbabile che il piano venga rivisto prima dell’estate e ogni eventuale modifica possa riguardare l’ammontare degli acquisti mensili. Potrebbe essere immaginabile una riduzione degli acquisti a 40 miliardi di euro al mese (dai 60 attualmente previsti fino a fine dicembre) per la seconda metà dell’anno (forse l’ultimo trimestre) se le pressioni inflattive dovessero continuare a salire.

L’attesa rimane alta anche dall’altra sponda dell’Atlantico, in vista dell’insediamento di Trump di domani. Gli operatori sono ansiosi di vedere se Trump manterrà le promesse fatte in termini di campagna fiscale ulta espansiva. Il mercato si è già portato molto avanti in proposito, come dimostrano il deciso rialzo dei tassi, il balzo dell’equity e il forte apprezzamento del biglietto verde.

Quest’ultimo ha corretto sensibilmente dopo che lo stesso Trump lo ha giudicato troppo forte. Neanche una Yellen più falco del solito è riuscita a spronare gli acquisti del dollaro. Ormai si preferisce attendere Trump.

Tutte queste considerazioni impatteranno sul cambio più liquido del mondo, l’eur/usd, nelle prossime ore.

Dal punto di vista grafico, il cambio ha rimbalzato sui minimi dal 2003 (a 1,0340), tornando a rivedere quota 1,0715. L’ascesa è stata smorzata dal secondo ritracciamento di Fibonacci relativo alla discesa post elezione di Trump. Qui passano anche i minimi di un anno fa. Il superamento di questo livello aprirebbe a un allungo verso 1,0820 (50% del ritracciamento sopra citato) e poi verso la trend line che congiunge i minimi di gennaio 2016 con i massimi di dicembre, che si sta dirigendo ora verso l’ultimo ritracciamento a 1,0930. Difficile immaginarsi un allungo sopra tale livello, anche se Trump dovesse deludere le attese.

La congestione in area 1,06 potrebbe proseguire, almeno fintantoché il cambio dovesse tenere 1,0575, minimi settimanali e primo ritracciamento di Fibonacci. Una rottura di tale supporto potrebbe portare a un’estensione dei cali, riaprendo la possibilità di un ritorno verso 1,03.

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Fonte: piattaforma IG

La congestione in area 1,06 potrebbe proseguire, almeno fintantoché il cambio dovesse mantenersi sopra 1,0575, minimi settimanali e primo ritracciamento di Fibonacci. Una rottura di tale supporto potrebbe portare a un’estensione dei cali, riaprendo la possibilità di un ritorno verso 1,03.

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