Brexit a rischio no-deal: Bruxelles discute le questioni aperte

Europa e Regno Unito necessitano di un accordo definitivo sulle condizioni del divorzio entro la fine di novembre. L’assenza di un piano apre allo scenario di una uscita “hard”. In focus la questione Irlanda.

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Fonte Bloomberg

Il 31 marzo 2019 una Brexit si farà; condizioni precise e termini dell’accordo con l’Unione europea restano però ancora un’incognita.

E’ stato fissato giovedì 18 ottobre il summit dei 27 ambasciatori europei, che si riuniranno straordinariamente per discutere di alcune “questioni irrisolte” dell’uscita della Gran Bretagna dall’Ue. Una battuta d'arresto di tre giorni, che segna l'inizio della stretta finale sulle trattative.

Una nota ufficiale congiunta pubblicata ieri da Downing Street e dal dicastero per la Brexit dopo l'incontro a Bruxelles fra Dominic Raab, segretario alla Brexit, e Michel Barnier, responsabile delle negoziazioni dell'uscita britannica dall'UE, ribadisce la volontà del governo di Theresa May di fare progressi per giungere a breve ad una intesa.

UE - UK dibattito aperto: si discute del Backstop per l'Irlanda

"Negli ultimi giorni i negoziati fra Regno Unito e Ue hanno fatto grandi passi avanti relativamente ad un buon numero di dossier chiave. Tuttavia” si legge sempre nella nota “restano alcune questioni irrisolte legate al confine irlandese".

La questione delle frontiere irlandesi resta il nodo cruciale da risolvere. Al centro della discussione il cosiddetto “backstop”, il meccanismo di garanzia volto a lasciare aperto il confine fra Irlanda e Irlanda del Nord chiesto da Bruxelles a titolo cautelativo (nel caso di un fallimento delle trattative UE- UK).

Europa e Regno Unito hanno bisogno di un accordo definitivo sulle future condizioni di divorzio entro la fine di novembre. L’assenza di un piano concordato aprirebbe allo scenario di una uscita “hard”.

Poche le variazioni sul cambio inglese che, contro euro, resta in fase laterale di attesa, tra 0,8710 e 0,8920.

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