Usa-Cina vicini ad un accordo. Ipotesi risoluzione tensioni commerciali attorno al 27 marzo

Fine dei dazi Washington-Pechino: secondo il Wall Street Journal ci sarebbe una data. Yuan nuovamente forte contro dollaro, vicino ai massimi da luglio 2018. Prezzo del petrolio in frazionale rialzo.

Fonte: Bloomberg

Stati Uniti e Cina vicini ad un accordo. A riferirlo il Wall Street Journal che, nell’edizione di domenica, avrebbe indicato una data: 27 marzo, giorno in cui Washington e Pechino si dovrebbero riunire in un vertice ad hoc volto a suggellare i progressi compiuti dai due Paesi.

Il rinnovato ottimismo circa le trattative commerciali ha ridato forza allo yuan, che da fine febbraio quota contro dollaro sui massimi da luglio 2018, al di sotto del supporto a 6,70. Leggermente positiva anche la reazione del greggio, in rialzo di qualche decimo di punto: la Cina è il primo consumatore (ed importatore) al mondo di petrolio.

I termini dell'accordo commerciale Usa-Cina

Gli Stati Uniti sarebbero pronti a eliminare le proprie tariffe su un controvalore di almeno 200 miliardi di dollari di beni cinesi. La Cina si impegnerebbe invece a portare a termine importanti cambiamenti strutturali e ad eliminare le tariffe di ritorsione applicate ai beni americani.

Complessivamente, in 8 mesi di guerra commerciale, Washington ha imposto dazi su $250 miliardi di merci importate dalla Cina, mentre Pechino ha risposto alla politica protezionista con tariffe su $110 miliardi di beni statunitensi. Tra questi, materie prime e soia, cara al presidente americano che ha negli interessi il sostegno da parte degli agricoltori.

Vertice in Florida Donald Trump-Xi Jinping

Al termine dell’ultimo incontro tra Donald Trump e Xi Jinping, fonti vicine ai fatti avevano riportato l’intenzione di chiudere un accordo nelle prossime settimane nella tenuta Mar-a-Lago di Trump in Florida. Pechino aveva indicato una finestra di 10 giorni attorno al 20 marzo per un possibile summit.

Molti dettagli devono ancora essere elaborati, compresi i termini dei meccanismi volti a garantire che Pechino segua le promesse in materia di furto di proprietà intellettuale, trasferimenti forzati di tecnologia e sussidi industriali. A tali richieste si dovrebbero aggiungere gli impegni presi dalla Cina di aumentare i propri acquisti di prodotti agricoli, energetici e manifatturieri. Come parte dell'accordo ci sarebbe anche l’acquisto di 18 miliardi di dollari di gas naturale da parte della Cheniere Energy Inc di Houston. Cheniere ha rifiutato di commentare.

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