Nuovo calendario per la Brexit. May: no alla revoca Articolo 50, no al voto elezioni europee

Bruxelles detta le regole per la nuova Brexit. Via la data del 29 marzo. Proroga breve al 22 maggio con voto all’accordo May. Nuovo termine al 12 aprile: torna l’incognita del no deal. Sterlina GBP in calo, poi recupera.

Fonte: Bloomberg

La Brexit cambia i numeri e dimentica la data del 29 marzo, ultima chiamata per scongiurare una uscita senza accordo. Al posto di questa, una duplice soluzione: da un lato, una proroga breve del termine al 22 maggio, condizionata al fatto che il Parlamento la prossima settimana darà il proprio via libera all’accordo May; in caso di bocciatura (ter) del testo concordato tra la Premier e Bruxelles, Londra dovrà invece decidere entro il 12 aprile come comportarsi in vista del voto delle elezioni europee (23-26 maggio), data limite prevista dalla legge britannica.

Fino a quel punto, ogni scenario rimarrà valido: il governo del inglese avrà infatti la possibilità di trovare un accordo, di cadere sulla via di una Brexit senza deal, di ottenere una lunga estensione dei termini (salvo dettagliato programma che possa convincere l’unione) o di revocare del tutto l'uscita.

Brexit: le discussioni dietro a numeri e scadenze

La discussione tra i vertici europei, durata ieri oltre cinque ore, ha mostrato nette divisioni interne anche a livello europeo. A prevalere sono state due linee di pensiero: la prima, più rigida, di Francia (Emmanuel Macron), Belgio (Charles Michel) e Lussemburgo (Xavier Bettel), che proponevano una proroga breve e senza condizioni al 7 maggio ed una scadenza al 12 aprile; la seconda, più moderata dei leader di Polonia, Grecia e Lituania. A spuntarla, alla fine, sarebbe stata la linea di Angela Merkel, intervenuta a moderare la posizione di Macron.

Theresa May: no alla revoca dell’Articolo 50

A Bruxelles, Theresa May, ha comunque tenuto fede alla propria idea: davanti ai leader Ue, la Premier ha spiegato di non essere disposta ad organizzare il voto per le parlamentari europee, facendo di fatto cadere l’opzione di rinvii più lunghi.

May, scottata dalla decisione di speaker Bercow (che ha rifiutato questa settimana un terzo voto parlamentare all’accordo May a causa dell’assenza di modifiche al testo) non ha saputo indicare una data per il nuovo voto, né con quale maggioranza pensa di arrivarci.

Tra le poche certezze nelle parole del primo ministro, il fatto che “non consentirà mai” la revoca dell'articolo 50 sull’uscita del Regno Unito dall'Unione europea e la conseguente cancellazione della Brexit. Una dichiarazione, quella di May, che annulla di fatto il valore della petizione popolare online pro Remain che ieri ha superato il milione e mezzo di firme.

Brexit: effetto sul cambio GBP/USD, EUR/GBP

Dopo la pronuncia dei 28 vertici, il cambio GBP/USD è scivolato a ridosso di 1,3000, riaprendo venerdì in parziale rialzo a ridosso di 1,3150.

Movimento opposto per la coppia EUR/GBP, tornata in pochi minuti a ridosso del un massimo a tre settimane (area 0,8725), riassorbendo poi velocemente i rialzi poco sopra 0,8655.

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