Negoziati Cina-Usa: guerra dei dazi tra Pil e shutdown

Donald Trump: falsa notizia la revoca delle tariffe. Possibile raggiungimento di un accordo con Pechino. Appuntamento il 30-31 gennaio, quando il vice premier cinese, Liu He, visiterà Washington.

Fonte: Bloomberg

Donald Trump fedele alla linea dura sulla questione dazi, nonostante i negoziati commerciali con la Cina stiano procedendo nella giusta direzione. Così il Tycoon americano ha smorzato questo week end le voci di chi vedeva l’approssimarsi di uno stop alla guerra tariffaria, dopo che la scorsa settimana il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, si è detto disposto a tagliare o revocare del tutto i dazi in essere.

"C'è stata una falsa notizia sulla revoca delle tariffe" ha commentato Trump, che ha però aggiunto come un accordo con Pechino "potrebbe benissimo accadere".

Negoziati Pechino-Washington, seconda tranche

In un periodo contrastato per ambedue le maggiori economie del mondo (gli Stati Uniti alla vigilia di un mese di shutdown, la Cina con una crescita del Pil 2018 ai minimi dal 1990), la questione commerciale resta al centro dell’attenzione degli analisti, circa le sorti future della crescita globale e la tenuta dei mercati finanziari.

Dopo gli incontri di Pechino di inizio gennaio, quando una delegazione dell’amministrazione Trump ha incontrato l’esecutivo del presidente Xi Jinping, un secondo round dei negoziati è stato fissato per il prossimo 30-31 gennaio, quando il vice premier cinese, Liu He, visiterà Washington..

A dicembre, in sede di G20, gli Stati Uniti concordarono con Pechino una tregua di 90 giorni della guerra commerciale, che nel 2018 ha colpito circa 360 miliardi di controvalore di merci, 250 cinesi vessate dagli Usa, 110 Usa vessate dal Dragone. A gennaio, l’idea di un accordo sull’acquisto di prodotti agricoli ed energetici statunitensi (soia e gas naturale in primis) da parte della Cina, assieme alla possibilità cinese di accedere ad un maggior numero di mercati esteri, avevano riacceso le speranze del mercato e, con esse, i corsi di borsa. Tra le parti resta ora da risolvere il riequilibrio dell'interscambio commerciale, nonché la questione leadership tecnologica.

Cina: proposta di spinta sull'import Usa fino al 2024

In attesa di ulteriori sviluppi, la proposta cinese di incremento delle importazioni a stelle e strisce avrebbe durata di sei anni, nell’idea di una riconferma dell’attuale presidente al termine del suo mandato nel 2020 e riguarderebbe un valore combinato di oltre 1 trillion di dollari.

Nel 2018, gli Stati Uniti hanno registrato un deficit commerciale con la Cina pari a $ 323 miliardi. La proposta del Dragone mirerebbe a ridurre la differenza commerciale attualmente in essere a $0 entro il 2024.

Shutdown: Trump tiene duro. Pelosi rifiuta il bipartisan

Dal canto loro, gli Stati Uniti entrano oggi nel loro 30esimo giorno di shutdown, mentre il mercato inizia a chiedersi se gli effetti del blocco dell’amministrazione a stelle e strisce possa, a tendere, pesare sull’economia americana e sul tessuto economico di fondo. Al momento, nessuna avvisaglia di pericolo sembra profilarsi all’orizzonte, sebbene stime parlino di mezzo punto percentuale di crescita che viene persa per ogni mese di stallo federale.

Mentre i listini americani proseguono il loro periodo di rialzi, iniziato appena dopo Natale, Donald Trump tira dritto sul suo piano, intenzionato in un modo o nell’altro a portare a compimento il progetto del muro di sicurezza al confine col Messico. Più che sui 5,7 miliardi di dollari necessari alla costruzione, la discussione sembra ormai aver assunto toni politici, con la portavoce dei Democratici, Nancy Pelosi, che ha rifiutato ieri la proposta bipartisan di Trump di lavorare ad una soluzione condivisa.

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