Mr o Ms Europa cercasi: chi sarà il successore di Draghi? Chi sostituirà Juncker?

Cambio ai vertici Ue: verso le nomine dei presidenti di Parlamento europeo, Consiglio europeo e Banca centrale europea. Bce, questione delicata: il toto nomi influenza i mercati finanziari. Merkel punta a Weidmann.

Unione europea Fonte. Bloomberg

Divisione di genere e ricercata riservatezza nelle parole del presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, che ha chiuso ieri i lavori del primo meeting per decidere la rosa dei candidati alle nuove posizioni di vertice europee con un nulla di fatto. Chi sostituirà Jean-Claude Juncker in Commissione? Chi seguirà Mario Draghi alla Bce? A chi lascerà il posto lo stesso Tusk?

Mr & Ms Europa: chi salirà ai vertici Ue?

Per decidere i futuri “Mr e Ms Europa” ci sarà un altro mese di tempo. Sebbene siano diversi i nomi sul tavolo, nessun accenno è stato fatto al possivile successore dell’attuale Governatore alla Banca centrale europea, Mario Draghi. Il dato, da un punto di vista dei mercati finanziari, resta infatti altamente sensibile e passibile, dunque, di influenzare l’andamento dei corsi borsistici.

Tra le premure prese dall’attuale presidente Donald Tusk, il tenere separate la linea politica con la scelta dell'istituto centrale bancario. Tusk ha invece lasciato carta bianca ai leader europei e capi di partito su chi possa avere maggior diritto alla direzione della Commissione, ora nelle mani del francese Jean-Claude Juncker.

"Spero riusciremo a fare chiarezza su chi andrà a ricoprire le cariche a giugno", ha dichiarato Tusk dopo il summit, aggiungendo che si impegnerà a nominare almeno due donne per i primi quattro posti di vertiche che si libereranno. "Questo però non dipende solo dalla mia buona volontà, ma anche dall'impegno di tutti i soggetti coinvolti" ha quindi concluso.

Toto successore Jean-Claude Juncker: I nomi

Seppur in anticipo rispetto alla scadenza del prossimo 31 ottobre 2019, la lista dei nomi in lizza per la leadership della Commissione Ue inizia a riempirsi. Tra i primi esponenti, il tedesco Manfred Weber, candidato del centrodestra, che tuttavia pare aver riscosso scarso successo tra i 28 Stati Ue, specie da parte del francese Emmanuel Macron. L’uscita di scena di Weber lascerebbe spazio a nuovi nomi, tra cui Michel Barnier, il capo negoziatore della Brexit, che viene proposto da Parigi come soluzione di compromesso.

La Cancelliera tedesca, chiamatasi fuori da ogni nuovo incarico politico dopo la fine deldell'epoca Merkel a capo del partito Cdu nel 2021, ha espresso il proprio disappunto verso il collega Emmanuel Macron, puntualizzando: "chi ha fatto esperienze solo in Parlamento, non ha esperienza" ed aggiungendo: "qualcuno che ha avuto esperienze in Commissione, invece, è preparato. Non dovremmo trattare l’una e l’altra cosa nella stessa maniera".

Una decisione formale sui posti vacanti di alto livello dovrebbe essere presa nel corso del vertice del 20-21 giugno, in cui i leader europei potranno scegliere a maggioranza assoluta chi occuperà i posti a sedere più alti della gerarchia europea.

Chi sarà il successore di Mario Draghi?

Passando dall'Ue all’Eurozona, Merkel è tornata a porre l’attenzione sulla scelta del Governatore della Bce, definendolo un passaggio "importante" da trattare con delicatezza. In tal senso, se è possibile che il nome di Weber sia sacrificabile a favore di qualche altro candidato, la Germaniaspera di porre per la prima volta un rappresentante tedesco a capo della banche delle banche europee, creata in origine sul modello della stessa Bundesbank.

Tra i personaggi che il prossimo primo novembre potrebbero sedersi alla guida dell’autorità di Francoforte vi sarebbero almeno cinque nomi, ognuno dei quali avente posizioni di politica monetaria molto diverse.

Tra questi si evidenziano il presidente della Banque de France, Francois Villeroy de Galhau, nonché l’attuale e l’ex governatore della Bank of Finland, Erkki Liikanen ed Olli Rehn, che hanno ribadito la possibilità di nuove misure di stimolo interne alla zona euro a sostegno della struttura economica d’insieme.

Dal canto opposto, il presidente della Bundesbank Jens Weidmann, è da sempre contrario a strategie eccessivamente accomodanti: qualora fosse quest’ultimo ad essere eletto governatore della Bce, alcuni economisti prevedono un’accelerazione della normalizzazione di politica monetaria europea, con annesso apprezzamento dell’euro e conseguenze gravi legate alla maggior rigidità centrale per le economie più fragili della regione.

Infine, Bénoit Coeuré, già componente del Comitato esecutivo con la delega alle operazioni di mercato, che partirebbe quindi con una “preparazione tecnica” migliore rispetto agli altri candidati.

Candidature Ue: torna il fattore Brexit

Infine, una nuova piccola stoccata è arrivata in seno a Theresa May che, presente al meeting seppur con un basso profilo, ha dovuto fare i conti con le richieste di maggior chiarezza circa le future mosse del Regno Unito che, a partire dal prossimo 7 giugno (quando May rassegnerà ufficialmente le proprie dimissioni) dovrà cercare in breve tempo un nuovo inquilino al 10 Downing Street.

Tra le poche conferme del caso, insomma, una si fa largo tra le altre: nella schiera delle possibili donne ai vertici di una delle istituzioni Ue (almeno due, secondo quanto previsto da Tusk), May non rientra tra queste.

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