May: no-Brexit? Una catastrofe. Bruxelles sul backstop: misura temporanea. UK verso il voto

A 24 ore dal voto in Parlamento, l'annuncio di Theresa May: senza Brexit, a rischio la fiducia nella democrazia. Necessaria una soluzione di confine tra Irlanda del Nord (UK) e Repubblica irlandese. Corbyn pronto a nuove elezioni.

Theresa May
Fonte. Bloomberg

Theresa May al tutto per tutto in un ultimo discorso alla nazione, nel tentativo di raccogliere sostegno per il suo accordo sulla Brexit. Accordo, quest'ultimo, contestato sia dai remain, contrari all’uscita inglese dall’Unione europea, sia dai brexiteers, scontenti per i toni troppo soft assunti da May a Bruxelles.

“E’ più probabile che non si attui la Brexit, piuttosto che la si attui senza accordo” ha annunciato in mattinata il primo ministro May, intervenuta a Stoke-on-Trent, roccaforte del Leave. “Non c'è mai stata occasione in cui il Regno Unito non abbia onorato un referendum” ha proseguito May, ribadendo il “dovere” di attuare la Brexit per evitare “una catastrofe” democratica. L’eventuale bocciatura del testo distruggerebbe infatti la fiducia nella politica inglese, lasciando il Paese profondamente diviso.

May: o la mia Brexit, o la catastrofe democratica

O la mia Brexit, o la catastrofe è quindi l’appello lanciato dalla premier britannica, dietro le spalle della quale già si pongono le basi per una nuova mozione di sfiducia. Jeremy Corbyn, leader dell’opposizione laburista, ha annunciato ieri l’intenzione di presentare quanto prima una proposta di sfiducia volta non tanto a bloccare la Brexit (nonostante le pressioni del suo stesso partito), quanto ad andare alle elezioni anticipate. Nelle mire di Corbyn c’è direttamente Downing Street.

Brexit: martedì 15 il voto alla Camera dei Comuni

Il testo che domani la Camera dei Comuni voterà rappresenterebbe, a detta della leader conservatrice, l'unica e la migliore opzione sul tavolo per la Gran Bretagna, che oltre 30 mesi fa decise tramite referendum di lasciare l'Unione Europea.

Qualora il Parlamento non dovesse approvare il piano concordato con Bruxelles (che fin da principio si è detta non disposta a cambiare il testo sul quale si è convenuto), la probabilità più accreditata è che la Brexit venga bloccata. Piuttosto che un’uscita dall’Unione senza accordo (no-deal), i parlamentari britannici si sono infatti detti favorevoli ad una no-Brexit. May avrà comunque tre giorni di tempo per provare a presentare un piano B, opzione ad ora non valutata..

May al Regno Unito: l'ultimo appello pre voto

Secondo indiscrezioni, il primo ministro britannico terrà oggi un’ultima dichiarazione davanti al parlamento alle 17:30 ora italiana. Nel suo discorso pre voto, May dovrebbe concentrarsi sulle nuove garanzie assicurate dalla Ue sui confini irlandesi, attuando il cosiddetto "backstop", la rete di sostegno volta a non bloccare i confini tra Irlanda del Nord (facente parte dle Regno Unito) e Repubblica irlandese.

Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e il presidente del consiglio europeo, Donald Tusk, hanno dichiarato oggi in una risposta scritta a Theresa May che la Ue ha mantenuto i propri impegni nel cercare di raggiungere un accordo commerciale post Brexit entro la fine del prossimo anno (dicembre 2020) per evitare di utilizzare l'impopolare clausola di 'backstop', che avrebbe comunque valenza temporanea.

A tal fine, alla Gran Bretagna sarà data la possibilità di estendere il proprio periodo di transizione per evitare il ripristino di rigidi controlli alla frontiera, che penalizzarebbero, oltre all'economia locale, la stessa Unione europea.

My deal, no deal no Brexit erano state le tre soluzioni ipotizzate da May in un ultimatum lo scorso novembre. Una delle tre opzioni, ad ora, sembra però venir meno ora dopo ora...

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