Market Update - Europa e sterlina sotto pressione sui Brexit

Borse europee sono in rosso stamane in vista della partenza della riunione Fed e dopo quella della Bank of Japan della notte.

Dall'Oriente, la BoJ ha fatto eco alla Bce, che pur non decidendo nulla in termini di politica monetaria, ha segnalato che non esiterà ad agire qualora le prospettive d'inflazione dovessero deteriorarsi.

Tutto questo mentre domani sera la Federal Reserve con ogni probabilità taglierà i tassi per la prima volta da oltre un decennio.
L'entità è di 25 punti base e nulla di diverso è seriamente preso in considerazione dal mercato al momento. Attendiamoci volatilità soprattutto su quello che dirà Powell che potrebbero essere delle utili indicazioni da qui a fine anno.

Tornando in Europa, le vendite sarebbero dovute alle tensioni sulla Brexit. Dopo le minacce arrivate da Boris Johnson di andare avanti con l'ipotesi No Deal, stamane è arrivata la risposta della Ue, che tramite un portavoce ha fatto sapere che l'accordo attuale non si tocca. Le vendite sulla sterlina intanto continuano a imperversare, con il cambio verso dollaro sceso ai nuovi minimi da marzo 2017, a ridosso di 1,21, mentre prosegue il rally del Gilt. A questo punto sarà sfidante per la Bank of England che si riunirà giovedì difendere la sterlina senza lasciar passare un rialzo dei tassi.

L'Italia è la più penalizzata, con lo spread tornato sopra 200 punti base. Non aiuta certo il sentiment degli invetitori poi il PIl francese, rallentato nel trimestre a un timido +0,2%.

Sul fronte macro, oggi arriverà la stima flash dell'inflazione di luglio tedesca, mentre negli Usa l'attenzione rimane sulla fiducia dei consumatori e sugli indici immobiliare.

Sul fronte corporate attesi i conti di Apple, con il mercato che si aspetta ricavi per oltre 53 miliardi nel suo terzo trimestre fiscale, leggermente sotto il livello dello scorso anno. Gli investitori si aspettano che Cupertino controbilanci le vendite deludenti degli iPhone con i ricavi da servizi. Inoltre l'attenzione sarà rivolta a ogni eventuale riferimento sul tema commerciale, elemento questo affiorato per oltre un terzo di tutte le conference call fatte sinora dalle aziende che hanno rilasciato i conti dell'S&P500.

E proprio dalla Cina sono arrivate invece buone notizie per Huawei, che ha visto un balzo dei ricavi del 23% nel primo semestre (in accelerazione dal +15% dello scorso anno), con oltre 118 milioni di dispositivi consegnati. Il tutto nonostante le tensioni con gli Usa. A tal proposito, è iniziata la due giorni di negoziati in Cina tra le due potenzie mondiali da cui non ci si aspettano grandi cose, se non un atteggiamento di apertura.

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