Market Update - Borse alla riscossa, ma durera?

Gli investitori hanno apprezzato le parole distensive di Donald Trump in tema commerciale, ma i gestori sembra essere cauti.

Si diffonde anche in Europa l'ottimismo che ha contraddistinto i mercati statunitensi e quelli asiatici nella notte. Il driver di questo movimento è stato ancora una volta Trump, che ha messo per la prima volta in discussione la scadenza del primo marzo per i negoziati con la Cina in tema commerciale, sostenendo che ci potrebbero essere proroghe se le trattative dovessero essere a buon punto.

La notizia ha riportato in auge gli acquisti sugli asset rischiosi, soprattutto l'azionario, con gli indici a Wall Street che sono tornati sui massimi di inizio mese e con l'SP500 che ha perforato seppur di poco la media mobile a 200 giorni, cosa che non accadeva da oltre due mesi.

Il mercato rimane cautamente ottimista sull'accordo raggiunto tra Democratici e Repubblicani sullo sul tetto al debito. Il documento dovrebbe essere votato in entrambe le camere per finire sulla scrivania di Trump venerdì, termine ultimo per scongiurare un nuovo shutdown.

Il risk on ha penalizzato il Treasury, con i rendimenti che sono tornati a salire, mentre il biglietto verde ha corretto dopo 10 sedute di apprezzamento. Il cambio Eur/Usd è tornato verso 1,1340, salvo correggere stamane.

Nonostante i segnali siano ancora incoraggianti, tra gli operatori prevale la diffidenza. Tutti i rischi che hanno alimentato le vendite a fine 2018 rimangono sul tavolo e la risposta dovish delle Banche centrali per ora solo sembra aver appagato gli operatori. Secondo il report di BofA-ML, i gestori mondiali starebbero acquistando Emerging markets, nonstante il livello di cash abbia raggiunto i massimi dal 2009.

Complessivamente, potremmo assistere ancora a un recupero per le prossime sedute, mentre per un ritorno di volatilità potremmo attendere fine mese, dove si stanno addensando al momento i principali rischi al ribasso (Brexit e trade war per l'appunto).

Infine, sul fronte macro, oggi attesa tutta focalizzata sull'inflazione statunitense di gennaio, mentre domani saranno in agenda le vendite al dettaglio di dicembre.

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