FMI, Lagarde: Brexit senza accordo e Italia (banche) maggiori rischi globali

Il Fondo Monetario Internazionale taglia le stime di crescita 2019. Primo rischio: una Brexit no deal. Secondo: banche e debito italiano. Preoccupano guerra commerciale, rallentamento Cina e shutdown Usa.

Brexit senza accordo e situazione finanziaria italiana tra i maggiori rischi di mercato 2019, senza tralasciare il rallentamento cinese. Tre incognite che spodestano il main focus di ottobre, quando il Fondo Monetario Internazionale si è espresso in maniera preoccupata riguardo, anzitutto, la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti e gli effetti di questa sulle sorti della crescita globale.

E’ questo l’avviso lanciato oggi dall'istituto di Christine Lagarde, che ha presentato il proprio outlook per il nuovo anno in avvio dei lavori del World Economic Forum (Davos, 22-25 gennaio).

Italia, pericolo globale: pesano spread e debito

L’Italia è un pericolo globale, che ha dato prova della propria debolezza alla luce dell’ampliamento del differenziale Btp/Bund. Secondo i tecnici, lo spread, ampliatosi per cause prettamente politiche dalla seconda metà dello scorso anno, ha pesato in modo rilevante sul bilancio degli istituti di credito del Bel Paese, portando forte instabilità e precarietà finanziaria. A gravare sull'Italia, inoltre, è la mole del debito, sia pubblico che privato.

"In Europa continua la suspance sulla Brexit, mentre il costoso intreccio fra rischi sovrani e rischi finanziari in Italia rimane una minaccia". A dirlo è la nuova capoeconomista del Fondo, Gita Gopinath, nella conferenza stampa di presentazione dell'aggiornamento delle stime sull'economia globale.

Di recente, il differenziale sul rendimento tra titoli decennali italiani e tedeschi si è riassorbito rispetto al picco dell'ultimo trimestre 2018 (oggi a 250 punti base, contro un massimo a 338pb toccato ad ottobre), ma i rischi restano elevati: "Un periodo prolungato di rendimenti elevati" ha argomentato Gopinath "metterebbe sotto ulteriore pressione le banche italiane, peserebbe sull'attività economica e peggiorerebbe la dinamica del debito”.

FMI: quali sono i maggiori rischi globali 2019

In termini di pericoli globali, al primo posto della classifica del Fondo Monetario Internazionale siede il Regno Unito, con l’eventualità di una Brexit senza accordo, la peggior situazione possibile sia per la Gran Bretagna che per l’Europa. Tale separazione potrebbe infatti scatenare il contagio all'estero, accrescendo le forze euroscettiche attorno al voto delle elezioni europee a maggio 2019.

Fanno seguito a questo scenario, per scala di rischiosità, l’eventualità di una frenata peggiore del previsto della Cina, il prosieguo di un'escalation commerciale tra Washington e Pechino ed il protrarsi dello shutdown statunitense, che andrebbe a penalizzare la produttività a stelle e strisce.

Fmi: riviste le stime di Pil 2019, non solo per l'Italia

Dopo Banca d’Italia, anche l’istituto internazionale presieduto da Lagarde ha rivisto le attese di crescita 2019 italiana, portandole dall’1% allo 0,6%. Il FMI ha indicato il Bel Paese come uno dei maggiori pericoli di stabilità economica globale.

I tecnici hanno quindi rivisto a ribasso le previsioni di Pil globale, passato da un precedente 3,7% all’attuale 3,5%, e di Pil dell’area euro, calato da +1,9% a +1,6%. Peggiorano inoltre l previsioni di crescita tedesca, calate da un livello precedente dell’1,9% ad un attuale 1,3%. Proprio il rallentamento della Germania, locomotore d’Europa, potrebbe essere tra le principali preoccupazioni economiche per l’anno appena andatosi ad aprire.

La revisione sull’Italia operata dall’istituto è la più significativa tra quelle delle economie avanzate. I timori sui rischi finanziari e quelli legati al debito sovrano, secondo il FMI, hanno pesato sui consumi domestici italiani e sulla domanda interna.

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