Oro vola ai massimi da 3 mesi su timori Usa ed Emergenti

Non si arresta la corsa l’oro, che ha aggiornato questa mattina i nuovi massimi da novembre 2013, toccando quota 1.325 dollari/oncia.

Il prezioso è vicino a chiudere la miglior performance settimanale da luglio 2013. Il rialzo è imputato, in parte, ai deludenti dati statunitensi e, in parte, agli acquisti sul bene fisico che arrivano dagli Etf. Dopo le recenti figure sui non farm payrolls di dicembre e gennaio, anche i dati sulle vendite al dettaglio e sulla produzione industriale rilasciati questa settimana lanciano evidenti segnali di rallentamento. Questi timori hanno spinto gli operatori a ridurre le aspettative di crescita nel 1° trimestre e stanno alimentando la view di una sospensione del tapering nel meeting del Fomc di marzo. I timori sugli Emergenti stanno spingendo gli Etf a riposizionarsi sul metallo prezioso dopo il forte deflusso registrato lo scorso anno. Probabilmente il flusso in uscita dai Paesi Emergenti potrebbe essere riallocato proprio in ottica cautelativa sul metallo prezioso.

 

Dal punto di vista tecnico, i segnali sono incoraggianti. L’uscita dalla trend line ribassista (che congiunge i top di febbraio con quelli di ottobre 2013) avvenuta il 24 gennaio scorso e il successivo test come supporto ha dato spazio per un allungo che questa mattina è arrivato sino a 1.325 dollari/oncia. Qui passa anche la media mobile a 200 giorni. Il superamento di questo livello getterebbe le basi per un allungo sino a 1.360 dollari. Sul grafico appare sempre più chiara una figura di doppio minimo che potrebbe segnalare una possibile inversione del trend ribassista. In proposito, sarà necessario superare i top estivi a 1.430 dollari per sperare in un recupero di quota importante. Il primo livello di supporto rimane invece a 1.280-1.275 dollari, al di sotto del quale si aprirebbe lo spazio per un test a 1.240 dollari, minimi da inizio mese

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