S&P500 mette nel mirino 1.900 punti

Rimane al ridosso dei nuovi massimi storici l’S&P500 nonostante le figure deludenti arrivate dalle stime ADP  e dall'ISM non manifatturiero. 

A febbraio sono stati creati 139 mila nuovi posti di lavoro nel settore corporate statunitense, contro i 155 mila attesi. Rivisti al ribasso i dati degli ultimi 3 mesi, che si vanno in qualche modo ad allineare alle recenti cifre deludenti dei non farm payrolls. Il mercato potrebbe ridimensionare le stime attese per venerdì sulla scia di questi dati. Al di là dei numeri di febbraio è forte l’attesa per una revisione al rialzo dei dati di dicembre e gennaio.

Delusione è arrivata anche dall’ISM non-manifatturiero di febbraio, sceso a 51,6 punti dai 54 di gennaio. Si tratta del dato più basso degli ultimi 4 anni. Questa sera la parola passerà alla Federal Reserve, con il Beige Book che cercherà di fare il punto dello stato dell’economia Usa a due settimane dal meeting del Fomc e a due giorni dai non farm payrolls.

Dal punto di vista tecnico, l’S&P500, dopo aver rotto l’area dei 1.850 punti, sta mettendo ora nel mirino il target di 1.900 punti, ultimo ostacolo prima che si giunga alla soglia psicologica dei 2.000 punti. Il primo livello di supporto rimane a 1.868 punti, al di sotto del quale potremmo assistere a un affondo verso 1.835 punti, bottom dell’ultima settimana. Solo un cedimento di questo livello potrebbe incrementare l'incertezza tra gli investitori.

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