Outlook: Bernanke lancia il tapering ma prolunga il periodo della politica monetaria accomodante

Bernanke non delude gli operatori che hanno deciso di seguire "live" il meeting del Consiglio Direttivo della FED e decide di incominciare la cosiddetta "exit strategy"

Ieri sera la commissione operativa della Federal Reserve, il FOMC, ha deciso di diminuire gli stimoli monetari lanciando il cosiddetto "tapering" ovvero il processo di riduzione graduale degli acquisti di titoli governativi da parte dell'istituto centrale. I membri votanti del FOMC  hanno scelto di tagliare di 10 miliardi di dollari (5 mld di dollari di Treasuries a medio e lungo termine e 5 mld di dollari di Mortgage backed securities) gli acquisti di titoli governativi da un ammontare complessivo pari a 85 mld di dollari al mese a 75 miliardi. L'ammontare degli acquisti mensili diventa così pari a 40 miliardi di dollari in Treasuries e 35 in titoli legati ai mutui.

Il braccio armato della FED ha sostenuto che il processo continuerà nei prossimi mesi e dovrebbe concludersi nella seconda metà del prossimo anno. Tuttavia in caso di eventuale cambio dello scenario macroeconomico (tra tutti mondo del lavoro e inflazione come impone il "dual mandate" della banca centrale USA) la FED sarà pronta a intervenire nuovamente sul mercato con nuove operazioni di espansione monetaria.

La decisione non è stata unanime, infatti, se nove membri hanno votato a favore di tale scelta un membro (Eric S. Rosengren presidente della Fed di Boston) ha votato contro, dichiarando che l’economia americana avrebbe avuto bisogno di un prolungamento degli stimoli monetari sulla scia della bassa inflazione.

Altro elemento di grande interesse nello statement del FOMC è stato quello di cambiare la "forward guidance" sui tassi d'interesse, affermando che il costo del denaro su livelli bassi continuerà anche se il tasso di disoccupazione scenderà ben oltre ("well past") il livello del 6,5%. soprattutto con l'inflazione attesa al di sotto del target del 2%. L'indice PCE core ovvero esclusi energetici e alimentari (Personal Consumption Expenditure Core è l'indice preferito dalla FED per seguire l'andamento dell'inflazione) è ormai quasi da cinque anni ben al di sotto di tale livello obiettivo (solamente nella primavera del 2012 aveva toccato questi livelli).

Crediamo, quindi, che la politica monetaria ultra accomodante della Banca centrale del paese a stelle e strisce continuerà almeno fino a che il tasso di disoccupazione non tornerà intorno ad area 6% (confermando così le indiscrezioni delle ultime settimane).  Questa potrebbe essere la prima vittoria di Janet Yellen che prenderà il posto di Bernanke dal febbraio 2014. Ricordiamo come la Yellen abbia più volte posto l'accento sulla piena occupazione.

I mercati azionari hanno evidenziato un bel balzo in avanti segnando nuovi massimi storici in chiusura (Dow Jones IA ha chiuso la seduta con un rialzo dell'1,84% a 16168 con un top intraday a 16173, l'S&P500 ha terminato le contrattazioni di ieri sera con un incremento dell'1,66% a 1811 punti). Riteniamo che la principale ragione sia stata proprio il prolungamento del periodo del costo del denaro su livelli bassissimi. I membri del Board sono stati abili a allentare le tensioni sull'inizio del "tapering" con il cambio della forward guidance. Crediamo che l’effetto sui mercati azionari possa essere tuttavia solo di breve termine.

Movimento al rialzo anche per il dollaro. Il dollar index è passato velocemente da 80 punti a 80,60. Qualche oscillazione importante anche sui rendimenti dei bonds. Il governativo a 10 anni di scadenza ha mostrato un rendimento salire fino al 2,92% per poi toccare un minimo a 2,82% e stabilizzarsi attorno ad area 2,88%.

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