Russell 2000, l'analisi dopo test massimi storici

Torna a mettere pressione ai massimi storici di marzo l’indice Russell 2000 dopo i dati sui non farm payrolls statunitense.

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Fonte: Bloomberg

Anche se il Dow Jones Industrial Average (DJIA) ha toccato ieri la soglia psicologica di 17 mila punti mentre l’S&P500 è ormai a un soffio dai 2 mila punti, è lecito attendersi che il rally continui ancora per qualche mese.

L’ottimismo degli operatori dopo le buone figure sui non farm payrolls di giugno negli Usa potrebbero tenere il sentiment positivo sulle borse mondiali durante l’estate. Dopo l'estate però questo ottimismo potrebbe avere degli effetti collaterali sulle borse al ritorno dalle vacanze. Gli investitori, infatti, iniziano a scommettere su un possibile rialzo anticipato dei tassi di interesse da parte della Fed. Qualche dettaglio in più lo avremo già nel corso del meeting del 29 e 30 luglio, quando la Fed potrebbe accelerare l’uscita dal piano di acquisti titoli, portandolo il tapering a 15 miliardi di dollari dai 10 attuali. Un appuntamento chiave sarà il meeting di Jackson Hole, previsto a fine agosto, dove la Yellen potrebbe anticipare al mercato la fine del QE e dare seguito al count down per il rialzo dei tassi di interesse.

Il mercato, intanto, sembra credere sempre più all’eventualità che i tassi vengano alzati prima del previsto e una conferma è arrivata dai forti acquisti sul dollaro degli ultimi giorni e dalle crescenti posizioni speculative nette lunghe sul biglietto verde. Anche i Treasury risentono di queste aspettative, con i prezzi dei titoli di Stato statunitensi che sono in fase di discesa ormai da oltre un mese, facendo tornare il tasso sul titolo decennale stabilmente sopra il 2,6%, non lontano dai livelli del titolo spagnolo con medesima scadenza.

Gli operatori più speculativi potrebbero approfittarne dell’ultimo sussulto che potrebbe arrivare dall’indice Russell 2000 (grafico sotto), che raccoglie le small cap statunitensi. Per farlo è necessario attendere che il superamento dei massimi storici a 1.215 punti. Il target più vicino rimane a 1.250 punti e poi 1.300 punti, dove la corsa potrebbe spegnersi del tutto.

Vista la situazione di ipercomprato segnalata da diversi indicatori, è lecito attendersi prima, però, una temporanea correzione. Una prima area di pull back rimane a 1.160 punti, secondo dei ritracciamenti di Fibonacci nell’ascesa partita dai minimi di maggio e livello dove passa ora la media mobile a 50 giorni. È importante che questo livello tenga per evitare discese più marcate verso 1.120 punti, bottom di giugno. Il supporto strategico di medio periodo rimane collocato a 1.080 punti, i minimi toccati a novembre, febbraio e maggio scorso. Sarà questo il supporto strategico di medio lungo periodo al di sotto del quale il quadro rialzista verrebbe meno e si aprirebbe lo spazio per un affondo sensibile dell’indice.

US Russell 2000 Cash (-)

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