Usd/Rub: le azioni della banca centrale russa non fermano la discesa del rublo

Forte balzo del cambio tra il dollaro statunitense e il rublo in scia alla prosecuzione delle vendite sulle valute emergenti

Il cross EMFX USD/RUB ($10 Contract) si riavvicina ai picchi di inizio 2009 in area 36,50.

Le manovre promosse dalla CBR (Central Bank of Russian Federation) sui mercati valutari per frenare la caduta della valuta nazionale al momento non sono state efficaci. Ieri il governatore della CBR, Elvira Nabiullina, aveva affermato che l’istituto centrale è pronto a intervenire con forza per mantenere il cambio stabile. La Nabiullina ha deciso di volere tenere il basket del rublo (ovvero il paniere che comprende i cambi USDRUB e EURRUB) all’interno del corridoio 33,95-40,95. Al momento ci troviamo proprio in prossimità del limite superiore di tale range. Il superamento di tale riferimento dovrebbe comportare l’immediato utilizzo di riserve estere per sostenere la divisa di Mosca. La CBR come dimostrano i dati pubblicati sul proprio sito istituzionale non dovrebbe avere problemi a utilizzare le ingenti riserve. Tuttavia l’uso delle riserve valutarie può essere una soluzione solamente temporanea. La CBR potrebbe decidere di seguire l’esempio delle altre banche centrali e rialzare i tassi d’interesse per rendere più appetibili gli asset domestici e limitare il deflusso di capitali. La prossima riunione della commissione operativa della banca centrale russa è previsto per il 14 febbraio ma non escludiamo che se la situazione dovesse peggiorare ulteriormente possa essere convocato un meeting straordinario (come la CBRT ovvero la Banca centrale turca) per rivedere le proprie politiche monetarie. Al momento i tassi d’interesse chiave sono pari a 5,50% il benchmark 1 week repo rate e all’8,25% il refinancing rate.

Chiaramente il rublo risente della decisione della FED di mercoledì sera di dare seguito al tapering per 10 miliardi di dollari, diminuendo gli acquisti mensili da 75 a 65 miliardi di dollari.

Dal punto di vista tecnico, il cross si è portato a 35,40 e sembra puntare ora ai massimi di ieri a 35,66. Solo il superamento di tale resistenza potrebbe dare la forza al cross per allungare in direzione degli obiettivi situati a 36,50. Attenzione invece a possibili correzioni che potrebbero condurre il cross verso 34,16, 50% del ritracciamento di Fibonacci dell’ascesa dai minimi di fine dicembre e 33,70, massimi testati più volte a dicembre. Sotto tali supporti strategici non solo di breve periodo la discesa potrebbe essere ben più importante e dirigersi verso 32,65.

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