Sterlina si apprezza dopo report della Bank of England

Riflettori puntati sulla sterlina britannica che negli ultimi giorni è tornata ad apprezzarsi rispetto alle altre divise internazionali soprattutto dopo la pubblicazione dell’inflation report da parte della BoE

Dopo i brillanti dati macroeconomici e le affermazioni delle autorità monetarie britanniche abbiamo aumentato i nostri target sui principali rapporti tra la sterlina e le altre valute.

L’economia UK ha evidenziato segnali incoraggianti di ripresa. Il PIL della Gran Bretagna ha registrato un rialzo dello 0,8% e anche nel 4T dovrebbe registrare un robusto rialzo sulla scia dell’espansione della domanda domestica (spesa per i consumi e crescita del mercato immobiliare). Sono migliorate le condizioni nel mercato del credito sulla scia dell'introduzione, nell'estate 2012, del Funding for Lending Scheme (FLS) da parte della Bank of England. Tale misura non convenzionale consiste nella concessione di fondi a tassi agevolati solamente a quelle banche pronte a utilizzare la liquidità aggiuntiva attraverso prestiti a famiglie e imprese (non reinvestendola in titoli a elevato rendimento). Bene anche il fronte occupazionale. Il tasso di disoccupazione mostra una fase discendente (in agosto al 7,7%) e si avvicina alla soglia del 7% fissata dalla BoE come limite per continuare le politiche monetarie ultra-accomodanti. Secondo gli esperti della banca centrale esiste il 40% di possibilità che il tasso di disoccupazione possa scendere al 7% entro fine 2014 e il 60% che toccherà quella soglia entro fine 2015. Tali stime sono migliorate rispetto a quelle espresse nel precedente report.

Lo studio ha inoltre diminuito notevolmente le tensioni sull’andamento dell’indice dei prezzi al consumo. Mentre nella Zona Euro esiste lo “spauracchio” della deflazione, in Gran Bretagna tale problema non sussiste. Nonostante il forte rallentamento del CPI (Consumer Price Index) in ottobre al +2,2% (dal +2,7% di settembre) i membri del MPC (Monetary Policy Committee) non hanno espresso particolare preoccupazione. Secondo gli esperti della BoE l’inflazione dovrebbe attestarsi attorno alla soglia obiettivo del 2% nel prossimo anno. Per le ragioni sopra esposte crediamo che il governatore Mark Carney  possa modificare la politica monetaria prima del previsto rendendola meno accomodante (riduzione del piano di QE e rialzo dei tassi). I mercati stanno scontando un possibile cambio di rotta nelle strategie monetarie della Bank of England e soprattutto la sterlina ha mostrato un marcato apprezzamento rispetto alle principali valute.

Il cambio sterlina/yen (GBP/JPY) è quello che ha evidenziato più forza rispetto agli altri cross. Il superamento della resistenza a 160, picchi annuali e massimi degli ultimi 4 anni circa, è stato un importante indicazione positiva, creando i presupposti per un allungo in direzione degli obiettivi situati a 163, picco del 7 agosto 2009, e 169,40, secondo dei ritracciamenti di Fibonacci della discesa dai top del 2007. Segnali negativi giungeranno solamente con il cedimento dello strategico supporto a 155, preludio a un possibile ribasso verso 153,45.

Bene anche il cable (GBP/USD) tornato ad avvicinarsi verso la strategica resistenza a 1,6260, oltre alla quale si getterebbero le basi per un’ascesa in direzione dei target a 1,6380, picchi annuali. Prospettive grafiche positive anche per il cross sterlina/euro (GBP/EUR). L’eventuale superamento di 1,205 proietterebbe il cambio verso il target posizionato a 1,2120.

 

 

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