Gbp/Usd: nuovi massimi degli ultimi 6 anni ma poi arretra su forti dati ADP

Al momento il cable si attesta a 1,7158

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Fonte: Bloomberg

La moneta della Gran Bretagna ha registrato ormai da tempo un forte incremento rispetto alle altre divise internazionali. Ieri abbiamo avuto una forte accelerazione dopo la pubblicazione di un positivo indice PMI. Nel mese di giugno l’indice PMI manifatturiero è salito a 57,5 punti dai 57,0 di maggio, superando le aspettative del consensus fissate a 56,8 punti e segnando il secondo livello più alto degli ultimi 40 mesi. A inviare concreti segnali positivi per l’economia UK è il sotto-indice relativo alla creazione di posti di lavoro che ha toccato un top degli ultimi 3 anni circa.  Il buon stato di salute dell’economia britannica darà ulteriore conferma alle nuove strategie del governatore della Bank of England, Mark Carney, intenzionato a rialzare i tassi di interesse per fronteggiare i rischi della bolla finanziaria che si è creata nel settore immobiliare UK (soprattutto a Londra e nelle regioni del sud-est dell’Inghilterra). Crediamo che la BoE sarà la prima tra le banche centrali ad alzare il costo del denaro.

Nella giornata di oggi il cable aveva iniziato la sessione molto bene segnando a 1,7180 un nuovo massimo degli ultimi 6 anni ma poi è arretrato sulla scia dei forti dati pubblicati dall'istituto di ricerca ADP. Le stime ADP sulla creazione di nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti nel mese di giugno sono stati particolarmente forti, superando le attese (a giugno +281k, attese +205k, stima di maggio +179k). Il dato anticipa le cifre macro "ufficiali" sul mondo del lavoro che saranno annunciate domani dall’US Bureau of Labor Statistics. Le nostre aspettative sono fissate per un incremento dei nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli di 225 mila unità, leggermente superiori a quelle del consensus (210k). Il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere stabile al 6,3%

Cifre forti potrebbero convincere il presidente della FED, Janet Yellen, a modificare la "stance" ultra-accomodante dell'istituto centrale, ascoltando così i suggerimenti degli altri membri del FOMC (Plosser e Bullard).

Dal punto di vista tecnico il cambio tra la sterlina britannica e il dollaro statunitense ha toccato un massimo intraday a 1,7180, nuovo picco da ottobre 2008. Il movimento rialzista di lungo periodo partito dai bottom della scorsa estate non sembra quindi trovare ostacoli. Tenendo conto dei principali oscillatori possiamo notare come ci troviamo in una situazione di ipercomprato (RSI a 14 giorni a 74 punti) che potrebbe introdurre nel breve periodo a possibili correzioni. Discese fino a 1,70 resterebbero tuttavia compatibili con l’ipotesi di realizzazione di un ulteriore segmento rialzista in grado di attaccare l’ambizioso obiettivo situato a 1,7330, 50% del ritracciamento di Fibonacci della discesa dai picchi del 2007 (target intermedio a 1,72). Conferme per tali prospettive arriveranno con una perentoria vittoria al di sopra di 1,7162. Primi segnali di debolezza invece sotto 1,70, preludio a una possibile flessione a 1,6960 e 1,6930.

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