FOREX INSIGHT: L'euro mostra i muscoli dopo i brillanti indici PMI

Forte balzo della moneta unica contro le principali valute internazionali

Sessione in forte rialzo per l’euro tornato a mostrare i muscoli rispetto alle altre valute internazionali dopo la pubblicazione di brillanti indici PMI di gennaio. L’indice flash PMI del comparto manifatturiero ha evidenziato nel mese di gennaio una crescita da 52,7 del mese precedente a 53,9, valore massimo degli ultimi 32 mesi. Il settore manifatturiero si conferma come quello che continua a trainare la ripresa. Crescita minore per l’indice flash PMI del settore dei servizi salito a 51,9 da 51,0 registrato in dicembre. I dati sembrerebbero avvalorare l’ipotesi di una ripresa delle attività economiche in Eurolandia sempre più vigorosa nel mese di gennaio. Ottime performance evidenziate dalla Germania, lieve miglioramento in Francia (anche se gli indici PMI rimangono al di sotto dei 50 punti, ovvero contrazione delle attività economiche).

Negli Stati Uniti, nonostante i recenti dati macroeconomici non abbiano mostrato cifre particolarmente incoraggianti, gli investitori sembrano attendere dal prossimo meeting del FOMC (28/29 gennaio) un ulteriore taglio degli stimoli monetari (riduzione di 10 mld di dollari negli acquisti di titoli governativi, da 75 a 65 mld di dollari al mese).

Sul mercato valutario non possiamo citare due casi particolarmente interessanti: il dollaro australiano e il rand sudafricano. Il dollaro australiano (AUD) ha registrato un forte calo rispetto a molte valute nella sessione odierna (-2,10% rispetto al franco svizzero, -1,70% rispetto a euro, -1,60% rispetto allo yen giapponese) in scia alla pubblicazione dei dati cinesi sul comparto manifatturiero (indice HSBC PMI) che hanno mostrato una contrazione del settore.

Marcato deprezzamento anche per la valuta sudafricana (ZAR). Il rand ha perso molto terreno dopo la decisione del potente sindacato AMCU di promuovere uno sciopero nelle miniere di platino. La valuta ha inoltre risentito negativamente dei dati macro del suo principale partner commerciale, la Cina.

Altra valuta in forte discesa è la lira turca (EUR/TRY nuovo massimo a 3,15) sulla scia delle tensioni legate alla possibile caduta del governo di Ankara.

EUR/USD

Il cambio euro/dollaro ha toccato un massimo intraday in area 1,3686, mostrando un forte aumento della volatilità (osserviamo il forte ampliamento della distanza tra le Bande di Bollinger e la marcata crescita dell’indicatore ATR in un grafico orario). Il cross si è avvicinato agli ostacoli situati a 1,37, picco del 14 gennaio e 50% del ritracciamento di Fibonacci della discesa dai top del 27 dicembre, il cui superamento darebbe forza alle pressioni rialziste creando i presupposti per un ulteriore allungo in direzione degli obiettivi posti a 1,3750 e 1,3820, ultimi ostacoli prima di raggiungere la vetta di 1,3894. Timidi segnali di debolezza arriveranno con il cedimento di 1,36, preludio a un possibile calo verso 1,3510, supporto strategico in ottica di medio/breve periodo.

EUR/AUD

Marcato rialzo per il cambio tra la moneta unica e il dollaro australiano che si è avvicinato a una fondamentale resistenza a 1,56. Sopra il suddetto riferimento via libera per un allungo di ampio respiro verso 1,6370, 50% del ritracciamento di Fibonacci della discesa dai picchi del 2008. Nel breve periodo è strategico il supporto a 1,5030.

EUR/ZAR

Continua il deprezzamento del rand sudafricano. Il cambio ha segnato nuovi record superando anche la resistenza psicologica a 15. Tenendo conto della situazione di ipercomprato (RSI a 14 g superiore a 70 punti) è possibile  una correzione nel brevissimo. Discese fino a 14,60 resterebbero comunque compatibili con l’ipotesi di realizzazione di un ulteriore segmento rialzista verso gli obiettivi a 15,50 e 16. Il cedimento di 14,60 potrebbe portare a una flessione verso 14,10.

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