Unicredit prova a mostrare i muscoli, continuano le cessioni di attività

Dopo aver toccato minimi estivi appena al di sopra di 1,70 l’istituto di credito ha evidenziato una ottima reazione in autunno risalendo al di sopra di 2,35.

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Fonte Bloomberg

Sulla scia delle ottime performance di Banca Mps anche Unicredit riesce a mostrare dei rialzi significativi. Ad un’ora dalla chiusura di Borsa l’istituto di credito segna un aumento del 4,30% a 2,38 euro. A trainare il gruppo bancario sono le indiscrezioni sulle cessioni di attività che dovrebbero permettere di alleggerire l’ingente e imminente aumento di capitale. Dopo il collocamento del 20% della partecipazione in Fineco, Unicredit sarebbe in trattativa sia per il cedimento della quota nella banca polacca Pekao alla compagnia assicurativa di Varsavia Pzu Group sia a quello della società di asset management Pioneer. Proprio su quest’ultima ci sono voci d’interesse da parte di due cordate una guidata dalla francese Amundi con l’ausilio di Mediobanca e Goldman Sachs e l’altra capeggiata da Poste Italiane.

L’operazione dovrebbe chiudersi a novembre per un ammontare poco inferiore ai 4 miliardi di euro con una forte plusvalenza per Unicredit.

Se le trattative per le operazioni di cessioni di asset proseguono senza sosta rimane ancora forte incertezza sull’ammontare del prossimo aumento di capitale. Servirà attendere il 13 dicembre, nove giorni dopo l’esito del referendum costituzionale per avere i dettagli sul piano strategico dall’alleggerimento dei non performing loans al capital increase (da 6 ai 12 miliardi di euro).

Dal punto di vista grafico il movimento rialzista è stato significativo riportando il titolo ben al di sopra di 2,30. L’eventuale superamento della resistenza in area 2,42, picco di fine agosto, confermerebbe il buon momento e darebbe continuità al trend rialzista proiettando i prezzi verso gli obiettivi situati a 2,78 (minimi testati più volte a inizio 2016) e 2,88 (primo dei ritracciamenti di Fibonacci della discesa partita dai top dell’estate 2015). Indicazioni di debolezza sotto 2,20 preludio per un possibile calo verso il supporto dinamico rappresentato dalla trendline rialzista di breve ora in transito a 2,02.

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