FCA sotto pressione su scandalo emissioni

Secondo la KBA, la casa italo-americana avrebbe falsificato i test di alcuni modelli

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Fonte: Bloomberg

Scivola ai minimi da 3 mesi il titolo FCA dopo il report dell’Autorità federale dei trasporti tedesca, KBA, che la vede coinvolta nello scandalo emissioni. Secondo l’accusa dell’ente tedesco, le emissioni di alcuni modelli, tra cui la Fiat 500X 2.0 Multijet, potrebbero essere sopra i livelli consentiti.

La scorsa settimana la casa automobilistica italo-americana non si è presentata alla convocazione del ministero dei trasporti tedesco e ha inviato una lettera, precisando che solo le autorità italiane possono valutare eventuali irregolarità rispetto alle leggi europee. Dello stesso avviso è il ministro dei trasporti, Graziano Delrio, che ha reclamato come l’autorità tedesca abbia chiamato in causa FCA, senza passare per l’ente di riferimento italiano.

Intanto, secondo quanto riportato durante il week end dal quotidiano Bild, citando una fonte del ministero dei trasporti tedesco, FCA rischierebbe, nel peggiore dei casi, il divieto di vendere auto in Germania. Un'eventualità questa che potrebbe minacciare le entrate del colosso automobilistico italiano, dato che la Germania è il secondo mercato europeo per il gruppo.

Nell’attesa di capire se Fiat Chrysler Automobiles si unisce alle altre case automobilistiche colpite dallo scandalo emissioni (Volkswagen, Mitsubishi e Suzuki), l’incertezza alimenta forti vendite in borsa. Questa mattina il titolo è sceso ai minimi da quasi tre mesi, perforando temporaneamente anche la soglia dei 6 euro. Gli operatori si interrogano su dove possa arrivare il titolo.

La nostra impressione è che se le voci dovessero essere confermate, il titolo potrebbe tornare violentemente al test dei minimi di febbraio, a 5 euro. Solo delle smentite potrebbero portare a un riposizionamento degli investitori, con il titolo che potrebbe tornare sopra 6,20 euro.

Oltre al fattore ricavi, anche il danno reputazionale potrebbe essere molto importante. La credibilità del gruppo potrebbe essere minacciata a tal punto che anche altre autorità di mercato potrebbero dubitare dei dati forniti dal Lingotto, aprendo a nuove indagini. Insomma, occorrono delle smentite concrete per evitare questo scenario.

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