Usd/Try ai massimi da marzo in attesa Fed e Ucraina

Continua a rimanere particolarmente forte il dollaro statunitense verso le principali valute mondiali in attesa del comunicato della Federal Reserve.

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Fonte: Bloomberg

Il mercato teme un cambio nella dialettica del Fomc nel comunicato di domani sera, che apre a un rialzo anticipato dei tassi d’interesse.

I rendimenti dei Treasury sono tornati così a salire, con il Tnote a 10 anni che ieri è arrivato ai massimi da luglio scorso, verso area 2,65%. Il rialzo dei tassi partito a settembre sta iniziando a richiamare l’attenzione degli investitori che si stanno allontanando dai Paesi Emergenti. Nelle ultime sedute molte divise emergenti sono finite sotto pressione e se domani sera dovessero emergere toni aggressivi dai membri del Fomc è probabile che i mercati torneranno a mettere pressione agli emergenti come abbiamo visto a inizio anno.

A essere particolarmente penalizzata è stata anche la lira turca, che risente anche delle continue tensioni tra Ucraina e Russia. Il cambio Usd/Try è tornato ieri ai massimi dal 25 marzo scorso, a quota 2,2237. Il target più vicino rimane a 2,26, top di marzo, oltre il quale il cross metterebbe nel mirino direttamente area 2,30. Un primo livello di supporto passa invece per 2,2075, minimi delle ultime due sedute. Per un affievolimento delle tensioni è necessario invece che il cambio torni sotto area 2,1880, resistenza importante ad agosto. Solo un simile circostanza potrebbe permettere al cambio di riposizionarsi in area 2,15.

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