Dollaro ancora in forte rialzo, USDCHF ai massimi da 5 anni

Rimane forte il biglietto verde rispetto alle valute mondiali in una settimana densa di appuntamenti interessanti.

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Fonte: Bloomberg

Apertura di settimana ancora in recupero sulle borse europee, con gli investitori che rimangono in attesa degli eventi importanti in agenda tra giovedì e venerdì. La riunione della Bce, insieme ai dati sui Non Farm Payrolls di novembre e la decisione dell'OPEC rimangono senz'altro i market mover di questa ottava.

Crediamo che la Bce possa rappresentare la vera sorpresa, dato che il mercato in questo momento sconta pienamente solo un taglio dei tassi d'interesse sui depositi di 15 punti base (da -0,2% a -0,35%). Una revisione del piano di Quantitative Easing (QE) non è ancora completamente nei prezzi e potrebbe essere scontata solo per il 50%. Pertanto, ci aspettiamo che saranno le decisioni che arriveranno o non arriveranno su questo fronte a muovere il mercato.

I non Farm Payrolls rappresentano per lo più un non evento. A due settimane dalla riunione della Fed, crediamo che ormai la decisione sul rialzo dei tassi sia quasi una certezza. In questo momento i Fed Funds Futures sintetizzano una probabilità di ritocco a dicembre del 78%. Alla luce di queste considerazioni, riteniamo che anche dei dati deludenti, magari sotto le 100 mila unità, possano andare a limare un po' la probabilità di un rialzo dei tassi d'interesse.

Queste aspettative continuano a mantenere il dollaro statunitense ben comprato sul mercato rispetto alle altre valute mondiali. Il Dollar Index, che sintetizza la performance del biglietto verso un paniere di valute, ha aggiornato questa mattina i massimi dal 16 marzo scorso, arrivando a 100,47, non lontano dai picchi annuali 100,80. Il target successivo rimane a 102,70, top di inizio 2003.


L'apprezzamento del dollaro questa mattina è continuato verso tutte le valute. Anche il franco svizzero non rimane immune dalla forza del biglietto verde. Il cambio Usd/Chf venerdì ha aggiornato i nuovi massimi da agosto 2010, raggiungendo quota 1,0330. I segnali che arrivano dal punto di vista grafico confermano l'ipotesi di un'inversione del trend ribassista partito nel 2001 e culminato con i minimi del 2011, avvicinati anche in occasione dello shock di gennaio creato dalla SNB.


Nel medio periodo, ci aspettiamo che il cambio possa tornare in area 1,10-1,11 e da qui tentare un allungo in direzione di 1,17, massimi del 2010. A confermarlo sarebbero sia il test ai minimi sopra citati sia l'uscita dalla trend line ribassista, che congiunge i massimi dal 2003, testata come supporto a inizio novembre.


Possibili livelli di pull back rimangono collocati a 1,0150 e da qui fino a 1. La parità rappresenterebbe un supporto psicologico interessante al di sotto del quale non dovremmo scendere per non compromettere la view rialzista sopra citata.

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