S&P500 resiste sopra 1.900 punti

L'indice azionario più importante del mondo ha invertito la rotta sul finale, chiudendo in positivo.

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Fonte: Bloomberg

Buona prova ieri degli indici azionari statunitensi, che sono riusciti a chiudere anche in territorio positivo, nonostante le pesanti perdite dell'apertura. Il recupero del petrolio ha fatto da traino non solo ai listini Usa, ma anche al Nikkei nella notte e a quelli europei stamane. Il mercato si sta stabilizzando, seppur con una volatilità molto sostenuta.


La sensazione è che la fase di rimbalzo delle borse, avviata nelle ultime settimane, non sembra essere terminata qui. Il mercato potrebbe cercare ancora di recuperare parte delle perdite accumulate da inizio anno. Questa fase potrebbe durare almeno sino a metà marzo quando poi sono ci saranno gli appuntamenti importanti della Bce e della Fed (rispettivamente il 10 e il 16 marzo).


Intanto gli operatori cercheranno di metabolizzare le figure importanti in pubblicazione oggi e domani, tra cui gli ordini di beni durevoli di gennaio e la seconda lettura del Pil del 4° trimestre.
Delle letture in linea o migliori delle attese potrebbero dare spazio a un recupero sui listini, mentre dati deboli o deludenti potrebbero alimentare dubbi sulla ripresa e far scattare le vendite sui mercati.


Dal punto di vista tecnico, l'indice S&P500 ieri è riscito a chiudere sopra area 1.900 punti, dopo un temporaneo affondo in area 1.800 punti. La resistenza strategica di breve termine passa a 1.947-1.950 punti, massimi delle ultime 4 settimane al di sopra dei quali gli acquisti potrebbero rafforzarsi in maniera importante aprendo a un ritorno verso 2.000 punti.


Al contrario, un fallimento del test a questa resistenza potrebbe alimentare un certo scetticismo in grado di riportare le quotazioni in maniera violenta verso 1.820-1.800 punti, supporto strategico di medio-lungo periodo testato più volte nell'ultimo anno, nonché area di transito della media mobile a 200 settimane. Uno sfondamento di tale supporto potrebbe portare a un affondo dell'indice almeno sino verso quota 1.550 punti.

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