Petrolio: rimbalzo monster, ma prospettive rimangono deboli

Il greggio ha messo a segno nelle ultime tre sedute un balzo del 22%, con un picco nella serata di ieri del 27%.

petrolio oil
Fonte: Bloomberg

Erano 25 anni che non assistevamo a un movimento simile. A fare da traino alle quotazioni sono state una serie di notizie arrivate sia dall'OPEC che dagli Stati Uniti.
L'organizzazione che regola il cartello del petrolio tra i maggiori Paesi produttori ha fatto sapere di essere pronta a discutere a un taglio della produzione per sostenere i prezzi. La notizia ha infiammato le quotazioni, già sostenute dopo che l'Energy Information Administration ha fatto sapere che la produzione di greggio in Usa sta rallentando dopo aver toccato un picco di 9,6 milioni/barili al giorno ad aprile.


Tutte notizie queste in grado di riportare le quotazioni sia del Brent che del WTI sui massimi che non vedevano da fine luglio. Cosa aspettarsi? Crediamo che i prezzi possano oscillare nel medio lungo periodo intorno 40 dollari. L'azione dell'Opec di ieri potrebbe essere vista come un tentativo di stemperare le violente vendite delle ultime settimane. Crediamo quindi che i prezzi possano tornare a scendere almeno sino a novembre, soprattutto sulla prospettiva di dati deludenti in arrivo sul fronte crescita in Cina.

Dal punto di vista tecnico, il WTI, dopo il forte ipercomprato degli ultimi giorni, potrebbe tornare verso i 46 dollari/barile nel brevissimo. Un secondo livello di pull back rimane a 44 dollari, minimi di ieri. Solo un cedimento di tale riferimento potrebbe riaprire l'opportunità di tornare verso i minimi della scorsa ottava a 38 dollari. Rimbalzi sino ai massimi intraday di ieri (49,60 dollari) sono possibili, ma solo un risalita sopra i 50 dollari potrebbe rafforzare l'outlook di breve termine.

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