Poste Italiane, esordio fiacco in borsa

Titolo apre a +2,8%, ma si sgonfia subito.

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Esordio deludente a Piazza Affari per il titolo Poste Italiane, che dopo un'apertura a 6,94 euro (+2,8%), si è subito sgonfiato, sino ad azzerare completamente i guadagni. La consueta volatilità che caratterizza questi eventi particolari (vedi quotazione Ferrari), non si è verificata e questo ha lasciato molti operatori con l'amaro in bocca.


E' mancato, così, l'apporto della componente speculativa e molti investitori potrebbero aver deciso di liberarsi anzitempo del titolo. Da qui la ripida inversione di tendenza accusata nei minuti successivi al suono della campanella a Palazza Mezzanotte.


Non possiamo escludere che qualche investitore abbia guardato con scetticismo l'evoluzione del business di lungo periodo e abbia preferito rimanerne fuori. Noi continuiamo a rimanere abbastanza cauti sul titolo. In questo momento, tutte e tre le aree su cui si concentra il business di Poste Italiane (assicurativo, finanziario e servizi postali) sembrano non avere prospettive entusiasmanti.


I grandi corrieri globali e nazionali continuano ad erodere quote di mercato alla unit più costosa per Poste Italiane (quella dei servizi postali), mentre il settore finanziario soffre i margini molto contenuti legati ai tassi bassi che stanno penalizzando le banche europee. E lo scenario potrebbe essere anche peggiore, dopo le parole di Draghi della scorsa settimana che aprono a tassi ancora più bassi. Il settore assicurativo, che pesa circa il 70% sui conti di Poste, potrebbe non essere sufficiente a compensare i ritorni attesi dagli investitori.

Neanche la promessa di lauti dividendi (payout ratio non inferiore all'80% per l'esercizio 2015 e 2016) e il premio fedeltà (1 azione ogni 20 azioni possedute almeno per un anno) sembrano aver funzionato in questo primo giorno di quotazione.

Le prospettive rimangono molto incerte e ogni eventuale rialzo in borsa potrebbe essere dovuto solo a un mero effetto "traino" del mercato.

Gli azionisti potrebbero iniziare a fare pressione sul management affinché ci sia una politica di taglio dei costi importante. La diffusione capillare sul territorio italiano più che una leva potrebbe essere un macigno sui profitti dell'azienda visti i costi molto elevati. Probabilmente Poste Italiane dovrebbe cercare spostare il poprio business sempre più verso il settore online, cercando di razionalizzare la rete, come molte banche italiane fanno già da qualche decennio.

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