Petrolio sempre più in basso. Light crude si avvicina ai 40 dollari al barile

Prosegue il trend ribassista dell’oro nero con target a 40 e 35 dollari al barile

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Fonte Bloomberg

Ieri le quotazioni del greggio avevano evidenziato un forte calo sulla scia del dato macroeconomico pubblicato dall’Agenzia statunitense per l’energia. L’EIA aveva reso noto che in settimana le scorte di petrolio sono aumentate di 2,62 mln di barili. Cifre totalmente inattese dal mercato che si aspettava una flessione di un milione di barili circa.

Nel breve periodo manteniamo le nostre prospettive ribassiste sulle quotazioni oil con target a 35 dollari. Crediamo infatti che sia molto probabile che l’Iran possa aumentare la produzione con l’eliminazione delle sanzioni economiche, mantenendo in vigore la situazione di oversupply (eccesso di offerta) sul mercato.

Da un punto di vista tecnico prosegue il trend ribassista di fondo. Il primo obiettivo è il supporto psicologico posizionato a 40 dollari il cui cedimento creerebbe i presupposti per una estensione della discesa verso i target situati a 38,50 e 35 dollari. Attenzione a possibili rimbalzi sulla scia della situazione di ipervenduto in cui si sono venuti a ritrovare i principali oscillatori di prezzo. Solamente il superamento della resistenza a 43,30 potrebbe inviare i primi segnali di ripresa.

Nel medio/lungo periodo (quarto trimestre 2015) ci aspettiamo invece una reazione delle quotazioni del greggio verso i 60 dollari sulla scia di una forte diminuzione della produzione statunitense di shale oil (nei recenti dati si è notato un calo) e di una ripresa della domanda globale. Tuttavia per rivedere una costante risalita delle quotazioni dell’oro nero dovremo aspettare la seconda metà del 2016 (aumento della domanda e riduzione dell’offerta).

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