Petrolio prova il rimbalzo dopo i positivi dati cinesi

Mattinata in crescita per le quotazioni del greggio grazie ad allentamento delle tensioni in Cina

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Fonte Bloomberg

I buoni dati macro in Cina hanno spinto al rialzo i prezzi del petrolio (il Brent ha toccato un massimo intraday in area 31,85 dollari al barile).

In Cina è stato comunicato che le esportazioni sono scese nel mese di dicembre dell’1,4% rispetto a dicembre 2014. Una flessione migliore rispetto alle aspettative del consensus fissate per una discesa dell’8%.

Le importazioni hanno evidenziato un calo del 7,6% a/a (attese posizionate su un -11,5%).

Il surplus commerciale si è attestato a 60,09 miliardi di dollari.

Le cifre macroeconomiche migliori delle attese hanno allentato le tensioni e i timori degli investitori sul rallentamento dell’economia cinese, permettendo per la prima sessione dopo sette consecutive in rosso un rimbalzo dei prezzi petroliferi. Abbiamo ricordato più volte come la discesa delle quotazioni dell’oro nero sia legata a molteplici fattori ma uno tra i più importanti è il calo della domanda cinese (rallentamento economia, svalutazione yuan).

L’accelerazione al ribasso degli ultimi giorni ha spinto molte case d’affari ad abbassare le stime sul greggio fino a 20 dollari al barile. Un ufficio di ricerca (wolfe research) ha pubblicato uno studio che con un petrolio inferiore ai 30 dollari un terzo dei produttori americani nel 2016 rischierebbe il fallimento. Solamente un ritorno a 50 dollari permetterebbe una stabilizzazione del mercato.

Ma non sono solo gli imprenditori privati americani a rischiare la bancarotta. I membri dell’OPEC non arabi (Venezuela e Nigeria tra tutti) stanno spingendo per organizzare un meeting straordinario a marzo per rivedere le strategie. Nell’ultimo meeting di Vienna avevamo assistito a una spaccatura all’interno del cartello con la decisione di non fissare un tetto ben definito alla produzione. Difficilmente pensiamo che si possa arrivare a un accordo soprattutto in un momento in cui le tensioni tra due importanti membri del cartello (Iran e Arabia Saudita) è a livelli altissimi.

Crediamo quindi che il rimbalzo di oggi possa essere prevalentemente legato alla situazione di ipervenduto. Manteniamo invariate le nostre prospettive ribassiste di breve periodo.

 

 

 

 

 

 

 

 

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