Banche centrali affondano l'oro

Il metallo prezioso mette a segno la peggior performance da dicembre 2013.

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Fonte: Bloomberg

Rimane pericolosamente vicino ai minimi toccati nella notte l'oro, dopo aver messo a segno ieri la peggior seduta dal 19 dicembre 2013 (-3,25%). Una serie di fattori hanno alimentato le vendite sul metallo prezioso. Su tutti spiccano i toni meno accomodanti emersi dalle varie Banche centrali. Ai continui richiami verso un rialzo dei tassi a dicembre da parte di diversi esponenti Fed, ieri si sono aggiunte anche i rumors di un possibile tapering della Bce.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, l'Istituto di Francoforte potrebbe rallentare il ritmo degli acquisti prima che il programma cessi del tutto. Questa ipotesi non era contemplata dai mercati e questo ha generato volatilità nel pomeriggio di ieri, fino alla smentita arrivata dal portavoce della Bce.

L'impressione che abbiamo è che le Banche centrali stiano tentando di segnalare al mercato di un cambiamento di atteggiamento per prepararli a possibili cambiamenti. Probabilmente la ragione principale può essere riconducibile:

  1. a un petrolio che ormai sembra essersi stabilizzato intorno ai 45-50 dollari, elemento questo che impatta sulle aspettative inflattive di medio lungo termine;
  2. a un tentativo di difendere gli istituti finanziari dall'erosione dei margini d'interesse.

La discesa dell'oro è stata alimentata in parte anche dal taglio dei tassi della Reserve Bank of India, primo consumatore al mondo di oro.

Anche dal punto di vista tecnico, i segnali di vendita sono incrementati dopo che ieri l'oro ha rotto la trend line rialzista di lungo termine che congiunge tutti i minimi da inizio anno. Per ora la discesa si è arrestata in area 1.260-1.270, supporto strategico costituito dalle due medie mobili a 50 e 200 settimane, prossime all'incrocio. Probabilmente un rimbalzo da tale livello è possibile, anche se è necessario riposizionarsi sopra 1.300 dollari per allontanare il pericolo di nuovi imminenti cali.

Grande attenzione deve essere posta al cedimento del suddetto supporto, al di sotto del quale il metallo prezioso potrebbe precipitare verso i minimi di maggio a 1.200-1.190 dollari.

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Fonte: Piattaforma IG

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