Non solo FED, BoE e SNB sotto osservazione. Primarie USA: stravince la Clinton, avanza Trump

Operatori attendono i market mover importanti dei prossimi giorni prima di prendere posizioni sul mercato.

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Fonte: Bloomberg

Prevale la cautela in borsa in vista dell’appuntamento della Federal Reserve di questa sera. La riunione, iniziata ieri, si concluderà con il consueto comunicato, a cui seguiranno anche le nuove stime sul Pil e sull’inflazione e i dot plots, quest’ultimi in grado di fare luce sulle aspettative dei vari governatori sul livello dei tassi d’interesse attesi a fine di ogni trimestre. A seguire ci sarà la conferenza stampa della governatrice, Janet Yellen, che potrebbe fare il punto sulla crescita statunitense dopo le indicazioni macroeconomiche migliori delle attese arrivate oltreoceano nelle ultime settimane.

 

Crediamo che la Fed si limiterà a ribadire che proseguirà ad alzare i tassi in maniera graduale senza dare dettagli più concreti. L’imprevedibilità dei prezzi del greggio e il permanere dei timori sul rallentamento globale potrebbero richiamare alla cautela. Simili dichiarazioni potrebbero dare spazio a una ripresa del rally delle borse dopo le decisioni della Bce della scorsa settimana. Molti indici europei potrebbero tentare di chiudere i gap down lasciati aperti a inizio anno. Questo discorso dovrebbe interessare in modo particolare il DAX, che potrebbe risalire sino a quota 10.740 punti, livelli di chiusura del 30 dicembre scorso.

 

Importanti saranno anche i responsi che arriveranno dalle riunioni della Bank of England e dalla Swiss National Bank (SNB). In particolare da Londra, il governatore Mark Carney continuerà a tenere alta l’allerta sulle possibili ripercussioni che potrebbero concretizzarsi da una eventuale Brexit. La sterlina, dopo il tentativo di recupero delle ultime settimane, è tornata sotto pressione stamane. Il cambio GBP/USD si è spinto nuovamente sotto 1,41, minimi da due settimane, mentre il cross EUR/GBP si sta dirigendo verso 0,79, massimi da fine febbraio.

 

Sul fronte Swiss National Bank l’aria è tesa. Il franco svizzero rimane troppo forte verso le principali valute mondiali. A confermarlo sono anche le richieste pervenute da molte aziende elvetiche, che hanno lamentato un drastico calo del giro d’affari. La SNB potrebbe agire ancora sul fronte tassi, tagliandoli ancora dall’attuale -0,75%. Il mancato deprezzamento dell’euro dopo le misure della Bce potrebbe concedere un po’ di tempo alla SNB prima che agisca, anche perché le misure espansive per quest’ultima rimangono molto limitate. Il cambio EUR/CHF rimane in area 1,09, dopo il movimento violento tra 1,0890 e 1,1020 di giovedì scorso. Ci aspettiamo che il cross si stabilizzi intorno a questi livelli senza particolari spunti almeno per le prossime 2 settimane.

 

Tra le commodity, il greggio rimane ancora molto volatile. Questa mattina l’oro nero ha ripreso quota in scia alle dichiarazioni arrivate dal Ministro del petrolio del Qatar, secondo cui il prossimo 17 aprile ci sarà una nuova riunione tra Paesi OPEC e non OPEC a Doha per discutere sui livelli di produzione. Il WTI stamane si sta riportando sopra i 37 dollari, dopo la temporanea discesa sotto 36 dollari di ieri pomeriggio.

 

Infine, qualche considerazione merita la corsa alle presidenziali che ieri ha visto la Clinton trionfare in ben 4 Stati, tra cui la Florida, dove si è aggiudicata quasi il 65% delle preferenze. In bilico rimane il Missouri dove non si hanno ancora i risultati definitivi e i due candidati rimangono appaiati. Ormai la candidatura della Clinton è a un soffio dalla certezza matematica. Più complicata la situazione tra i Repubblicani, dopo il ritiro di ieri di Marco Rubio, che ha alzato ufficialmente bandiera bianca dopo aver perso nello Stato in cui governa, la Florida. A questo punto l’appello fatto dallo sfidante di Trump, Ted Cruz, a dirottare i voti dei delegati di Rubio su se stesso potrebbe rendere la lotta più incerta. Insomma la corsa a destra sembra essere ormai l’unico nodo da sciogliere in vista delle Convention di luglio.

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