Lira turca recupera in scia accordo in Ucraina

Torna ad apprezzarsi la lira turca verso euro e dollaro dopo il cessate il fuoco in Ucraina scattato la scorsa domenica.

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Fonte: Bloomberg

Il clima più disteso sta favorendo un recupero anche del rublo in questo momento. La lira turca sembra abbandonare, quindi, quella debolezza che l’ha caratterizzata nelle ultime 3 settimane, quando le tensioni tra Russia e Occidente sono tornate ad accentuarsi.

In questo momento la risalita dei prezzi del greggio sta po’ ostacolando il recupero della valuta turca, dato che Ankara importa molto petrolio. Ieri il Brent ha toccato 62,50 dollari/barile, livello massimo degli ultimi due mesi. Probabilmente una pace duratura e stabile, congiuntamente a una stabilizzazione dei prezzi del petrolio intorno ai 50 dollari/barile potrebbero garantire una prosecuzione dell’apprezzamento della lira turca.

Il cambio Eur/Try, dopo aver testato i massimi da inizio anno (a 2,84) la scorsa settimana, ha ripreso la fase discendente a inizio ottava. Questa mattina il cross ha toccato i bottom del 5 e del 6 febbraio, a 2,7770. Solo un cedimento di questo livello potrebbe aprire a un veloce ritorno verso 2,7270, minimi di inizio mese e 50% del ritracciamento di Fibonacci nell’ascesa partita a metà gennaio e culminata con i picchi della scorsa settimana. Il supporto qui è forte, a tal punto che una sua perforazione potrebbe riaprire l’opportunità per un ritorno prima a 2,65 e poi a 2,60. Segnali rialzisti si avrebbero con il superamento dei massimi della scorsa settimana, che potrebbero condurre il cross verso la resistenza dettata dalla trend line ribassista che congiunge i massimi di gennaio e dicembre 2014.

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