Fed non teme la forza del dollaro. Vola il biglietto verde

La Banca centrale statunitense ha terminato il piano di acquisto asset, residuo da 15 miliardi di dollari al mese.

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Fonte: Bloomberg

Nonostante tutto, crediamo che gli operatori stiano dando maggior peso alla mancanza di un riferimento specifico nel comunicato della Fed alla recente forza del dollaro come potenziale fattore di shock, cosa che il mercato in qualche modo si aspettava.
I forti acquisti sulla divisa statunitense lo confermerebbbero. Il Dollar Index si è spinto sino ai massimi da inizio mese, a 86,55, mentre il cambio Eur/Usd si spinto sino a 1,2550, minimi dal 6 ottobre scorso.
Ora le attenzioni sono rivolte tutte ai dati di metà seduta, quando saranno rilasciate le figure sul Pil Usa del 3° trimestre e i dati preliminari sull'inflazione tedesca di ottobre.
Queste cifre potrebbero aggiungere volatilità al cambio. Dal punto di vista tecnico, il cedimento di 1,2550, potrebbe alimentare discese sino a 1,25, minimi del 3 ottobre. Solo una perforazione di questo target potrebbe aprire la strada verso nuovi minimi da oltre 2 anni, a 1,24.
Un allentamento delle pressioni ribassiste arriverebbe con un riposizionamento sopra 1,26-1,2610, che aprirebbe a un ritorno verso 1,2660.
 

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