Focus Eurodollaro: scende sotto 1,11, stasera verbali FOMC

Dopo una marcata salita dai bottom di aprile a 1,05 ai top del mese in corso a 1,1465, il cambio EURUSD nelle ultime tre sessioni ha evidenziato una discesa repentina fino a 1,1062

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Fonte Bloomberg

Nei mesi scorsi la forza dell’eurodollaro era legata, in prevalenza, alla svalutazione del biglietto verde, appesantito dalle scoraggianti cifre macro sul PIL del primo trimestre, sui consumi e sulla produzione industriale, che hanno abbassato notevolmente le chances di un incremento del costo del denaro negli States da parte della FED nel brevissimo. Negli ultimi giorni tuttavia le dichiarazioni di molti membri del consiglio Direttivo della BCE hanno riportato l’attenzione sul piano di QE, facendo perdere valore alla divisa del Vecchio Continente e di conseguenza all’eurodollaro. Nel dettaglio Benoit Coeuré dell’Executive Board ha affermato che ci sarà un’accelerazione nel processo di acquisti di titoli di stato da parte dell’istituto di Francoforte nei mesi di maggio e giugno per evitare gli squilibri che potrebbero verificarsi nei mesi estivi. Riteniamo che due possano essere gli eventi che avranno forte impatto sull’eurodollaro nel breve periodo. L’evoluzione della crisi debitoria in Grecia e le prospettive sulle prossime azioni della FED (prossimo meeting del FOMC 16-17 giugno) in politica monetaria.

Il tempo per l’amministrazione Tsipras per trovare un’intesa coi creditori è sempre minore. Riteniamo che nei prossimi giorni si cercherà di accelerare le trattative per trovare un compromesso. Lo stesso portavoce al Parlamento di Syriza, Nikos Fillis, ha sottolineato che, se non si troverà un accordo coi creditori internazionali, Atene non sarà in grado il 5 giugno di ripagare la rata del prestito al Fondo Monetario Internazionale (310 mln di euro). All’interno dello stesso partito Syriza sono nate due correnti con atteggiamenti divergenti rispetto alle relazioni con il Brussels Group (ex Troika). Una corrente vorrebbe rompere coi creditori piuttosto che accettare nuove misure di austerità. L’altra corrente molto vicina a Tsipras avrebbe un atteggiamento molto più moderato e vorrebbe trovare un accordo coi creditori, mantenendo la Grecia nella Zona Euro, evitando il default ma cercando di non deludere troppo il proprio elettorato. Le pressioni su Tsipras sono sempre più elevate. Crediamo che il primo ministro possa presentare una nuova lista di riforme al Consiglio Europeo di Riga a fine settimana. Una lista che deve assolutamente includere una riforma del mondo del lavoro e del sistema pensionistico per essere accettata dai creditori (Germania in primis). Valutiamo che sia sempre più probabile un accordo in extremis tra le parti a fine maggio, ma incrementiamo notevolmente le stime su un possibile fallimento delle trattative. Le parti sono ancora troppo lontane e Alexis Tsipras deve disilludere gran parte del suo elettorato per salvare la Grecia dal default. 

Negli Stati Uniti stasera avremo la pubblicazione dei verbali dell’ultimo meeting del FOMC, importanti documenti da esaminare per capire il pensiero dei membri votanti del braccio armato della FED sullo stato di salute dell’economia americana. Le recenti cifre macroeconomiche deludenti (escludendo il comparto immobiliare) hanno aumentato fortemente i dubbi che la Federal Reserve nella sua posizione macro-oriented possa decidere di alzare i tassi d’interesse entro la fine dell’anno. Riteniamo che sia da monitorare con grande attenzione il prossimo comunicato del FOMC che sarà pubblicato il 17 giugno, comprese le nuove proiezioni economiche. Crediamo che un esplicito cambio di prospettiva dei membri della commissione monetaria sulle condizioni dell’economia statunitense possa modificare le nostre aspettative, fissate su un rialzo del costo del denaro a ottobre, posticipandolo a dicembre2015 se non nel primo trimestre 2016.

Dal punto di vista tecnico il cambio eurodollaro è sceso sotto 1,11 avvicinandosi allo strategico supporto di breve periodo a 10,50, picchi di marzo e area di transito della trendline rialzista partita dai minimi di aprile. Il mantenimento al di sopra di tale riferimento sarebbe da interpretare come un segnale positivo ma servirà il superamento di 1,13 per allentare le recenti tensioni. Sopra 1,13 possibile allungo verso 1,1470. Discorso diverso con la violazione al ribasso di 1,1050 preludio a un possibile calo verso i target ribassisti situati a 1,088 (ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci dell’ascesa dai bottom di aprile) e 1,066 (minimo del 23 aprile).

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