Euro/Dollaro torna in area 1,15, volatilità resta altissima

Il risk off alimenta nuovi flussi di chiusura di operazioni di carry trade sui mercati valutari.

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Fonte: Bloomberg

Il ritorno della vendite a Wall Street nella serata di ieri e sui listini europei questa mattina sta alimentando nuovamente la chiusura di operazioni di carry trade verso euro, come accaduto nelle ultime sedute (ad eccezione di ieri).


L'occhio degli operatori è ormai rivolto all'appuntamento di Jackson Hole, dove i vari esponenti delle Banche centrali di tutto il mondo discuteranno dei recenti sviluppi dei mercati finanziari e dei timori sull'economia cinese. Intanto oggi, l'attenzione verrà rivolta nuovamente ai dati Usa. Alle 14.30 saranno resi noti i dati sugli ordini di beni durevoli di luglio. Delle figure migliori delle attese potrebbero riportare gli acquisti sul biglietto verde e portare il cambio Eur/Usd verso i minimi di ieri a 1,14.


Dal punto di vista tecnico, il cambio continua mantenersi piuttosto volatile in scia con l'andamento dei listini azionari. L'indice ATR, che meglio rappresenta questa situazione, rimane sui massimi da oltre un mese, ma ancora lontano dai picchi toccati a marzo scorso. Il primo supporto interessante rimane a 1,14, minimi di ieri, al di sotto dei quali la discesa potrebbe proseguire sino a 1,1220, massimi di luglio e della prima metà di agosto. Difficile prevedere un riposizionamento sotto tale livello entro le prossime 3 sedute. La prima resistenza rimane collocata a 1,16, mentre la successiva passa per 1,1715, top di inizio settimana. Questo livello potrebbe essere toccato in concomitanza con un ritorno delle vendite sui mercati e con dei dati deboli in arrivo dagli States. Il target principale lo collochiamo a 1,18.


Nonostante tutto, continuiamo a credere che ogni rialzo dell'Eur/Usd possa essere una buona occasione per tornare a vendere il cambio, in vista del cambio di rotta della Fed.

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