Dollar Index ai massimi di aprile

Tornano a scuotere i mercati i dati Usa dopo diversi giorni di assenza.

I dati migliori delle attese degli ordini di beni durevoli rilasciati ieri hanno portato nuovo ottimismo sul Paese a stelle e strisce, facendo apprezzare il biglietto verde verso le principali valute mondiali. L’attesa è per i dati di domani, quando avremo tra gli altri, anche la prima lettura del Pil del 1° trimestre. Il consenso propende per una revisione a -0,5% annualizzato dal +0,1% della stima flash. Il maggior contributo negativo dovrebbe essere quello della bilancia commerciale, che ha mostrato a marzo un deficit in ampliamento nonostante la debolezza del biglietto verde. Nonostante i recenti dati siano risultati positivi, questi non sono eccezionali tali da modificare le scelte della Federal Reserve. Probabilmente qualche indicazione più chiara in merito arriverà il 6 giugno, quando avremo i non farm payrolls del mese corrente.

Per ora ogni figura macro migliore delle attese alimenta acquisti sul dollaro Usa, mette pressioni in vendita sui Treasury e indebolisce l’oro, come se gli operatori apprezzino un avvicinamento della fine degli stimoli monetari.

Alla luce delle considerazioni fatte, non stupisce che ieri il Dollar Index, che misura la performance del biglietto verde contro un paniere di valute, abbia toccato ieri i massimi da inizio aprile, tornando a quota 80,50. Il superamento di questo livello aprirebbe a un test dei massimi settimanali a 80,80. Il target principale rimane a 81,60, top di novembre. Il primo supporto rimane a 80,20, minimi settimanali, il cui cedimento apre a un affondo verso area 80-79,95, minimi testati due volte nelle ultime due settimane e secondo dei ritracciamenti di Fibonacci nell’ascesa partita a maggio. Solo il cedimento di questo livello modificherebbe l’impalcatura rialzista di brevissimo termine e aprirebbe di fatto a un ritorno verso 79,50.

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