Dax schiacciato dalla recessione tedesca

È stata una settimana difficile per l'indice tedesco, che potrebbe mettere a segno la peggior performance dal 2012.

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Fonte: Bloomberg

I cali sono stati guidati da una serie di dati macroeconomici a dir poco pessimi, che vanno dagli ordini all’industria tedesca, alla produzione industriale e all'export.

Appare chiaro che per un’economia così incentrata sull’export, un rallentamento della crescita globale possa costituire una minaccia. E ora? Beh questi dati lasciano poco spazio all’ottimismo. Dopo il calo del Pil nel secondo trimestre dell’anno (-0,2% t/t), crediamo che la recessione tecnica sia ormai inevitabile. Già nei prossimi giorni, molti organismi internazionali potrebbero rivedere frettolosamente al ribasso anche le stime di crescita.

Dal punto di vista tecnico, il Dax sta testando ora un supporto strategico molto importante collocato a 8.900 punti, che rappresenta i minimi testati già due volte da inizio anno. Graficamente, l’eventuale rottura di questo livello configurerebbe un testa-spalle ribassista, con le spalle collocate a sui massimi di gennaio e settembre, e la testa sui record storici di giugno. La neck line sarebbe rappresentata proprio dal livello di 8.900 punti. Una rottura quindi potrebbe aprire a una prima discesa verso area 8.750-8.700 punti. Qui gli acquisti potrebbero tornare a prevalere. Il segnale ribassista vero e proprio lo avremo solo con il successivo test alla neck line come resistenza questa volta. Le vendite potrebbero essere massicce e il target rimane collocato a 8 mila punti. Solo una tenuta di questo supporto allontanerebbe momentaneamente la debolezza attuale.

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