Brent prova a stabilizzarsi appena sopra i 70 dollari al barile

Dopo i forti scossoni dei giorni scorsi i prezzi dell’oro nero sembrano prendere una pausa di riflessione

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Fonte Bloomberg

Le quotazioni del Brent hanno mostrato dai massimi dell’estate una discesa del 35% sulla scia del forte aumento dell’offerta di petrolio (soprattutto da parte degli Stati Uniti con lo shale oil) e del rallentamento della domanda globale. La decisione dell’OPEC di non tagliare la produzione ha portato a nuove pressioni ribassiste che hanno portato il Brent a scendere fino ad area 67,50 per poi risalire sopra i 70 dollari al barile. Oggi la volatilità è ben inferiore rispetto alle scorse sessioni. Osservando sul grafico orario del brent l’indicatore di volatilità ATR (Average True Range) possiamo notare come al momento abbia segnato nuovi minimi delle ultime 4 sedute.

Dal punto di vista tecnico l’eventuale cedimento dei supporti compresi tra 70,40 e 70 getterebbe le basi per un’estensione della discesa verso 67,50, livello strategico in ottica di lungo periodo. Sotto 67,50 sarebbe possibile assistere a un’ulteriore caduta delle quotazioni verso la soglia di 60 dollari (molti analisti fondamentali ritengono questo livello come quello di breakeven per i piccoli produttori statunitensi di shale oil). Discorso diverso in caso di superamento delle resistenza a 73, preludio a un probabile allungo in direzione degli obiettivi a 78 e 80.

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