Brent: settimana di pressioni ribassiste sui prezzi del greggio

Dopo la forte reazione mostrata da inizio anno le quotazioni del Brent sono tornate a scendere sotto i 60 dollari al barile

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Fonte Bloomberg


Nelle scorse settimane avevamo giudicato il rimbalzo mostrato dai prezzi petroliferi come fisiologico dopo la marcata discesa. Ricordiamo come le quotazioni del Brent siano scese del 60% circa (da estate 2014 a fine 2014) per poi recuperare circa il 25% ad inizio 2015. Al momento non ci sono ragioni fondamentali per giustificare le pressioni rialziste. Dopo il ritorno dei ribassi sono tornate a circolare le indiscrezioni su un possibile meeting straordinario dell'OPEc per equilibrare il mercato riducendo l'offerta di greggio. Riteniamo che i paesi arabi non abbiano alcuna intenzione di intervenire con un taglio della produzione. Soprattutto l'Arabia Saudia preferisce continuare nella guerra dei prezzi per eliminare dall'oil market i piccoli produttori statunitensi di shale oil.

Dal punto di vista grafico il Brent si attesta a 58,80 $/oncia dopo aver testato il supporto in area 57,80. Sarà il cedimento di tale sostegno ad alimentare nuovamente le pressioni ribassiste creando i presupposti per una discesa a 55,10 e 54,10. Discorso diverso invece in caso di perentoria vittoria al di sopra di 63, condizione che invierebbe concreti segnali di ripresa preludio a un possibile allungo in direzione di 67,60 e 73,15.

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