Brent: dopo i forti rialzi della scorsa ottava scende sotto i 58 dollari l’oncia

Settimana in calo per le quotazioni del greggio dopo dati cina e stime IEA su scorte

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Fonte Bloomberg

Dal 27 gennaio al 9 febbraio i prezzi oil (brent) erano riusciti a recuperare il 25%, portandosi da 48 a 60 dollari al barile. L’ottava  corrente ha fatto riemergere nuovamente le pressioni ribassiste sulle quotazioni dell’oro nero sulla scia della pubblicazione dei dati macro cinesi e delle stime dell’IEA (L’Agenzia Internazionale sull’Energia). In Cina è stato comunicato che l’inflazione a gennaio ha toccato un minimo degli ultimi cinque anni (+0,8% a/a). L’IEA ha mostrato come le scorte di petrolio nei paesi OCSE possano raggiungere a metà anno un livello record (2,83 mld di barili).

Dal punto di vista grafico, nonostante i recenti ribassi, il trend di breve periodo rimane rialzista. Servirà tuttavia il superamento della resistenza in area 60 dollari per rianimare la spinta di crescita e e gettare le basi per un allungo in direzione dei target posizionati a 63 e 65. Attenzione che il cedimento del supporto a 53 dollari invierà concreti segnali di debolezza, introducendo una possibile flessione verso 47,80 e 46.

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