Aussie sotto pressione, RBA si accoda alle altre Banche centrali

E alla fine anche la Reserve Bank of Australia (RBA) si è accodata alle altre Banche centrali, tagliando i tassi di riferimento nella notte.

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Fonte: Bloomberg

I tassi sono stati abbassati al 2,25% (-25 pb). Tra le motivazioni che hanno indotto la RBA ad agire, il governatore, Glenn Stevens, ha citato:

  1. un aussie che rimane ancora troppo sopravvalutato, soprattutto alla luce delle manovre delle altre Banche centrali;
  2. il basso prezzo delle commodity, soprattutto quello del minerale di ferro, che pesa molto sull’export del Paese;
  3. un tasso di disoccupazione che rimane ancora molto alto.

L’unico rischio rimane il mercato immobiliare, i cui prezzi continuano a crescere e fanno salire i timori di una bolla, soprattutto in un contesto di tassi bassi. Le scarse prospettive del settore minerario hanno spinto gli operatori a investire nel settore immobiliare, con la pratica diffusa del buy-to-rent, ovvero comprare per dare in affitto. Questo fenomeno è esploso soprattutto negli ultimi mesi, dopo che i prezzi del petrolio hanno iniziato il loro veloce declino.

Dopo le decisioni della notte, il dollaro australiano si è deprezzato velocemente verso quasi tutte le valute mondiali, segnale che la decisione non era proprio attesa. A questo punto, si va anche verso un ulteriore taglio dei tassi di interesse probabilmente in primavera.

Dal punto di vista grafico, il cambio Aud/Usd è precipitato ai nuovi minimi da maggio 2009, a 0,7626. Il cross rimane in rotta per tornare verso i minimi del 2008, a 0,60, entro l’anno. Un target intermedio passa per 0,70, che potrebbe essere raggiunto entro marzo. Eventuali rimbalzi potrebbero alimentare risalite verso 0,80-0,8030. Il livello successivo rimane a 0,83, top da inizio anno. Difficile che si vada oltre. A questi livelli molti operatori inizieranno a shortare nuovamente il cross visto l'atteggiamento accomodante della RBA.

L’aussie ha perso terreno anche verso l’euro, con il cambio Eur/Aud che è balzato a 1,4860, sui massimi da inizio anno. Il superamento di questo livello aprirebbe a un ritorno prima verso 1,50 e poi a 1,53 (top di dicembre). Viste le prospettive espansive della BCE, è probabile che l’euro possa riprendere a deprezzarsi rispetto all’aussie. Questo dovrebbe riportare il cross verso 1,45-1,4480. Solo un cedimento di questo target alimenterebbe nuovi cali verso 1,40-1,3970, minimi da inizio anno.

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