Apple batte le attese grazie alle forti vendite di iPhone in Cina. No dati sul Watch

Nuovo trimestre record per Apple, qualche ombra su Watch e iPad

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Fonte Bloomberg

Apple ha evidenziato l’ennesimo trimestre record. Il colosso tech di Cupertino ha registrato un eps pari a 1,96 dollari per azione (consensus 1,88 dollari) e ricavi trimestrali saliti fino a 51,5 miliardi di dollari, in incremento del 22% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nonostante l’assenza di nuovi prodotti, le strategie di Apple per conquistare quote di mercato in Cina hanno funzionato alla perfezione, riuscendo a raddoppiare i ricavi rispetto allo scorso anno. Conti straordinari soprattutto per le vendite di iPhone. Molti dubbi sugli altri device del gruppo guidato da Tim Cook. I dati sulle vendite di iWatch non sono stati comunicati, indicando un possibile flop di un prodotto su cui Apple ha investito tantissimo soprattutto in termini di marketing. Nonostante le ombre su alcuni prodotti, crediamo che Apple sia nel medio periodo un titolo da avere in portafoglio. L’arrivo dell’iPad Pro, lo sviluppo dell’Apple TV e di Apple Music e l’ulteriore espansione in Asia saranno dei driver che potranno spingere il titolo in Borsa.

Nelle contrattazioni premarket nella piattaforma IG, Apple quota a 116,62 dollari in rialzo di quasi due punti percentuali rispetto alla chiusura di ieri sera.

Da un punto di vista tecnico il movimento rialzista evidenziato dai bottom di agosto necessita di avere conferme che arriveranno solamente con il superamento della resistenza in area 119,25/120. Sopra tale riferimento via libera alla conquista dell’ambizioso target a 134. Attenzione che l’eventuale cedimento del supporto a 110 farebbe vacillare le prospettive grafiche di crescita creando i presupposti per una discesa verso 100.

Per le altre trimestrali pubblicate ieri ha deluso notevolmente Twitter che non è riuscita a confermare le attese della vigilia, sulla scia dei bassi ricavi pubblicitari. In generale le trimestrali americane sono state robuste e consistenti, mostrando un’economia americana in buona salute.

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