Milano e Madrid svettano in Europa in attesa BCE e sviluppi politici

Piazza Affari in cerca di riscatto dopo la seduta volatile di ieri.

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Fonte: Bloomberg

Prosegue in deciso rialzo l’indice Ftse Mib questa mattina, dopo che ieri ha oscillato a lungo intorno alla parità per poi chiudere in frazionale calo. Milano e Madrid sono le migliori piazze, con rialzi vicini al punto e mezzo percentuale, a fronte di movimenti più contenuti di Francoforte e Parigi.

Crediamo che i timori e le vendite sui mercati che si temevano dalla vittoria del NO al referendum costituzionale siano assopiti da:

  1. l’attesa della riunione della Banca centrale europea (Bce), che si riunirà questo giovedì, da cui sono attese notizie sull’estensione del Quantitative Easing e sulla revisione dei criteri di ripartizione degli acquisti di asset;
  2. lo status quo politico che durerà fino all’approvazione della legge di bilancio, che potrebbe arrivare già entro questa settimana.

Questi due elementi stanno impedendo per ora delle vendite massicce sui mercati. Gli investitori non vogliono scommettere contro la Bce e preferiscono attendere maggiori sviluppi prima di prendere posizione sul mercato.

In un simile scenario, il mercato rimane dominato dall'andamento del petrolio che a cascata poi produce effetti sugli altri asset, grazie principalmente all'influenza che esso ha sulle aspettative inflattive.

Probabilmente una maggiore volatilità potrebbe esserci a partire dalle ultime sedute di questa settimana o al più tardi la prossima ottava, quando la Bce avrà scoperto le sue carte e il premier Renze avrà formalizzato le sue dimissioni. Da quel momento inizierà il processo di consultazione politica che potrebbe aprire a uno stallo mal digerito dagli investitori.

Ovviamente, a pagarne le spese saranno le banche e, in particolare, Banca Monte dei Paschi di Siena. Per ora l'istituto senese, di concerto con gli advisor JP Morgan e Mediobanca, ha deciso di far slittare l’aumento di capitale di qualche giorno, in attesa di maggiori sviluppi politici. Accanto all'aumento di capitale, guadagna consensi il piano B sul burden sharing, con il successivo intervento del Tesoro. Un simile piano godrebbe dell’appoggio della Commissione europea. Si starebbe profilando anche una terza ipotesi, meno probabile delle precedenti, che potrebbe riguardare uno slittamento dell’aumento di capitale all’inizio del 2017. A decidere in tal caso sarebbe la Bce, che ha sempre ribadito come il piano di aumento debba concludersi entro l’anno.

Cresce l’attesa anche per UniCredit, che martedì prossimo presenterà il proprio piano industriale a Londra. Anche qui, insorgono dubbi su come l’evoluzione politica possa impattare sulla definizione del piano. L’ipotesi aumento potrebbe essere con molta probabilità rinviata, dato che qui non ci sono deadline imposte, mentre la cessione asset (di ieri la notizia dell'avvio della trattativa con Amundi per Pioneer) potrebbe proseguire.

Sul fronte governativo, i rendimenti sui titoli di Stato italiani riprendono la discesa stamane, con lo spread BTp/Bund che si è portato sotto i 160 punti base per la prima volta da quasi un mese. Rimane questo un termometro poco affidabile dei timori che aleggiano sull'Italia in questo momento e crediamo che le banche rappresentino al meglio questo aspetto.

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