ROAD TO U.S. ELECTION DAY

Borse in deciso recupero quando manca ormai un giorno alle elezioni statunitensi.

Post_Election_Event

Alla vigilia del voto statunitense gli operatori continuano a interrogarsi come l'esito elettorale possa impattare sui mercati finanziari.

I SONDAGGI

Nonostante fino a poche settimane fa il vantaggio della Clinton nei sondaggi sembrasse incolmabile, negli ultimi giorni lo sfidante, Donald Trump, ha recuperato consensi in scia all'indagine dell’FBI sulle email che la Clinton avrebbe inviato dal suo server privato quando era segretario di Stato. La candidata democratica, al momento, guida gli ultimi poll con un vantaggio compreso tra il 2 e il 5%.

La partita, ora, si giocherà negli Stati chiave (i cosiddetti “Swing States”), ovvero quelli ancora in bilico che non sono stati assegnati né a un candidato né all’altro. Nonostante il recupero di Trump, la numero uno del partito di Barack Obama mantiene un leggero guadagno proprio negli Swing States. Tra questi rientra la Florida, quello con il più elevato numero di super elettori (ben 29 da assegnare) a cui segue Ohio, North Carolina, Nevada, Arizona e Utah.

Donald Trump per aggiudicarsi la Casa Bianca dovrà vincere in tutti gli Swing State e riuscire a strappare almeno uno degli Stati attualmente assegnati alla rivale Clinton. La sfida per Trump è difficile, ma non impossibile. Al momento, sia gli analisti politici che i bet broker britannici (Oddschecker e Betfair in primis) assegnano una probabilità di vittoria superiore all’80% per la Clinton. Sebbene le probabilità di vittoria della candidata democratica siano così elevate, il ricordo del voto sulla Brexit è ancora vivo e ci mantiene cauti sull’esito delle elezioni.

I PROGRAMMI ECONOMICI

I programmi economici dei due sfidanti presentano pochi punti di convergenza, mentre sono molti i punti di divergenza, come la politica fiscale. Il candidato repubblicano intende perseguire una politica fiscale ultra espansiva, con un aumento della spesa pubblica e una contestuale riduzione delle tasse, soprattutto per le classi medio-alte, elemento questo che potrebbe portare a una esplosione del deficit fiscale. Più equilibrata, invece, la linea politica della Clinton, che mira a compensare la crescita della spesa pubblica con un rialzo delle tasse per le fasce più abbienti.

Le opinioni sono divergenti anche in termini di politica monetaria. La Clinton ha intenzione di non ostacolare il lavoro del governatore della FED, Janet Yellen, rimanendo favorevole a una possibile conferma alla scadenza del mandato (prevista per febbraio 2018). Diverso è l’atteggiamento di Trump, che ha più volte criticato l’operato della Federal Reserve, rivendicando l'eventuale nomina di due nuovi membri del FOMC più “falchi” e la sostituzione della Yellen.

GLI SCENARI

Gli scenari che potrebbero realizzarsi all'indomani del voto sarebbero ben più di due: al di là di chi siederà nella poltrona della Studio Ovale, i mercati potrebbero risentire anche della composizione del Congresso. Un Congresso unito, con entrambe le Camere, Senato e Parlamento, in mano allo stesso partito del Presidente, potrebbe velocizzare l’iter legislativo, mentre un Congresso diviso, con almeno una Camera in mano al partito d’opposizione, potrebbe ritardare tale processo. Distinguiamo quattro scenari riportati di seguito.

I POSSIBILI SCENARI
Fonte: elaborazione interna

La distinzione non è irrilevante dato che, storicamente, i mercati azionari hanno registrato performance diverse a seconda del partito al potere e della composizione del Congresso. Negli ultimi novant'anni, l’indice S&P500 ha registrato in media la sua miglior performance sotto la guida democratica e con almeno una Camera a maggioranza repubblicana, mentre la performance peggiore è stata segnata, in media, durante i governi repubblicani con un Congresso diviso.

Stando agli ultimi sondaggi, lo scenario più probabile è quello B, ovvero una vittoria della Clinton, con un Congresso diviso: il Senato ai democratici e la Camera dei Rappresentanti ai repubblicani. Rimangono molto basse le probabilità per un completo trionfo democratico (Presidenza e Congresso dello stesso colore politico), così come quelle di una possibile vittoria di Trump (anche con l’ipotesi di un “full sweep” repubblicano).

L'IMPATTO SUI MERCATI

L’impatto sui mercati finanziari potrebbe tradursi con una volatilità in aumento, soprattutto nel caso di una vittoria di Trump (scenari C e D). In tal caso, le vendite potrebbero essere violente a tal punto da riportare gli indici di Wall Street a rivedere i minimi di giugno, anche nell’arco di due sole sedute. Le incertezze sulla politica internazionale e su un sistema economico meno aperto al commercio mondiale potrebbero diminuire gli investimenti e gettare ombre sulla crescita economica mondiale. Lo scenario potrebbe essere anche peggiore se il Congresso dovesse finire interamente in mano ai repubblicani (scenario C). Wall Street potrebbe avviare una discesa più duratura che potrebbe portarla a rivedere entro fine anno i minimi del 2016, con l’S&P500 a 1.800 punti e il Dow Jones a 15.500 punti.

Lo scenario potrebbe essere diverso, almeno nel brevissimo termine, nel caso di una vittoria della Clinton. Wall Street potrebbe approfittare immediatamente per ritornare verso i massimi storici ed aggiornarli, salvo poi iniziare a ripiegare in scia a un contesto di crescita mondiale più debole e alla presenza di diversi rischi al ribasso (incertezza politica in Europa, crisi delle banche, evoluzione della Brexit, petrolio e Cina). In tal caso, l’S&P500 potrebbe arrivare a fine anno verso area 2.000 punti, minimi visti post referendum sulla Brexit.

Sp500new
Fonte: piattaforma IG

Proprio la reazione negativa dei mercati a seguito di una vittoria di Trump potrebbe essere l’unico scenario in grado di influenzare la decisione della Federal Reserve su un possibile rialzo dei tassi d’interesse nella riunione di dicembre. Un paradosso questo dato che lo stesso Trump ha più volte attaccato la politica monetaria ultra-accomodante della Banca centrale statunitense, sostenendo che i tassi bassi creano squilibri importanti e distorcono la realtà.

Ovviamente, all’indomani del voto i riflettori saranno puntati sul biglietto verde, che già nelle ultime settimane è tornato a perdere terreno in scia alla crescente incertezza sull’esito del voto. Solo una vittoria della candidata democratica potrebbe tornare a rafforzare gli acquisti sul dollaro statunitense, come si evince anche dai movimenti di questa mattina dopo le news arrivate dall’FBI. Il cambio Euro/Dollaro dovrebbe così riposizionarsi in area 1,08-1,07, minimi dell’anno. Possibili escursioni sotto tale livello rimangono possibili, anche se dovrebbero essere solo di natura temporanea in vista del possibile annuncio di tapering della Bce a dicembre.

Diverso scenario, invece, potrebbe accadere nel caso di una vittoria di Trump. Riteniamo che la divisa statunitense possa mostrare una flessione in scia a due fattori:

  1. diretto, legato alla maggiore incertezza sull’andamento dell’economia a stelle e strisce;
  2. indiretto, dovuto al clima di risk off che si diffonderebbe sui mercati, spingendo gli operatori a chiudere le posizioni di carry trade soprattutto verso euro e yen.

Come già accennato, un simile scenario potrebbe far insorgere dubbi sul rialzo dei tassi all’interno della Federal Reserve, elemento questo che contribuirebbe alla debolezza della divisa Usa. Tutti elementi questi in grado di riportare il cambio EUR/USD a rivedere i massimi annuali, a 1,16.

EurUsdnew
Fonte: piattaforma IG

Crediamo che una vittoria di Trump sia in grado di minacciare la stabilità della prima economia del mondo a tal punto da metterne a rischio anche il merito creditizio. La politica fiscale del candidato repubblicano potrebbe portare a un aumento considerevole del deficit, visto il forte aumento della spesa e il contestuale taglio delle tasse. Così, dopo il downgrade di Standard&Poor’s dell’agosto 2011, anche Fitch e Moody’s, entrambe con tripla A al momento, potrebbero fare lo stesso.

Frutto di tutte queste incertezze l’oro potrebbe tornare a brillare. Il clima di risk off dei mercati e il dollaro debole potrebbe ridare slancio alle quotazioni. Nel caso di un calo più marcato (scenario vittoria Trump) il metallo prezioso potrebbe superare i massimi dell’anno e aggiornare i massimi dal 2014, al ridosso dei 1.400 dollari/oncia.

Quando manca ormai un solo giorno al voto, l’incertezza sull’esito rimane molto alta. Quello che doveva essere un non evento, potrebbe trasformarsi in un market mover importante per i mercati i cui effetti potrebbero prolungarsi anche nel 2017. I numerosi rischi al ribasso e la permanenza di Wall Street al ridosso dei massimi storici creano qualche dubbio in un’ottica di lungo periodo. L’esito di queste elezioni potrebbe solo anticipare di qualche mese una correzione marcata che Wall Street attende da tempo.

Inizia a fare trading

Apri un conto e riceverai i segnali di trading dei nostri esperti.

Trova articoli per analista

Trova un articolo

Le basi del trading

  • Trend

    Scoprite come gli analisti utilizzano i grafici per studiare il comportamento degli investitori e comprendere i pattern del mercato. Imparate a usare i vari tipi di grafici e a identificare i pattern di prezzo in formazione.

  • Modalità di trading

    Scoprite la finalità degli indici azionari e come questi vengono elaborati. Imparate come ottenere una posizione su questi mercati volatili avvalendovi di uno dei prodotti di trading più diffusi al mondo.

  • Fare Trading con i CFD

    In questa sezione vi presentiamo un'introduzione al trading con i CFD (Contratti per Differenza) e al funzionamento di questo strumento, attraverso esempi e vantaggi nell'operare con i CFD. Inoltre esamineremo i relativi costi e i requisiti di finanziamento.

     

IG presta servizi di “execution-only” ovvero di mera esecuzione di ordini senza consulenza. Le informazioni presenti in questo sito non contengono (e non si deve in alcun modo supporre che contengano) raccomandazioni o consigli in ambito di investimenti, né uno storico dei nostri prezzi di negoziazione, né un’offerta o un sollecito a intraprendere un’operazione su un certo strumento finanziario. IG non può essere ritenuta in alcun modo responsabile per l’uso che si possa fare delle informazioni qui contenute e degli eventuali risultati che si potrebbero generare in base all’impiego di tali informazioni. Non si assicura inoltre l’accuratezza e la completezza delle suddette informazioni, che pertanto vengono usate e interpretate a proprio rischio. La ricerca inoltre non intende rispondere alle esigenze o agli obiettivi di investimento di un soggetto in particolare e non e’ stata condotta in base ai requisiti legali previsti per una ricerca finanziaria indipendente e pertanto deve essere considerata come una comunicazione in ambito di marketing. La presente comunicazione non può essere in alcun modo riprodotta e distribuita.