Wall Street preda della volatilità in vista Fed

Gli indici statunitensi recuperano dopo il tonfo di venerdì.

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Fonte: Bloomberg

Provano ad alzare la testa gli indici americani dopo il tonfo di venerdì scorso. A fare da traino alle quotazioni sono state le dichiarazioni dovish del membro Fed, Lael Brainard, che ieri ha contribuito a smorzare i timori di un imminente rialzo dei tassi da parte della Banca centrale statunitense.

La Brainard ha sostanzialmente puntualizzato come sia rischioso alzare i tassi troppo velocemente e che la Fed vorrà valutare attentamente l'impatto delle incertezze globali sull'economia Usa. Le probabilità di un rialzo dei tassi sono, così, crollate a un mero 15% per l'appuntamento della prossima settimana contro il 25% di ieri mattina.

Continuiamo a credere che la riunione di dicembre sia quella più adatta per un ritocco dei tassi d'interesse. Il passaggio elettorale rimane, infatti, un elemento cruciale che potrebbe portare incertezza sui mercati e sull'economia Usa. Inoltre, l'attesa fino a dicembre potrebbe essere utile alla Fed per raccogliere ulteriori dati macro e misurare un eventuale impatto derivante dalla Brexit, i cui effetti non si sono ancora spiegati.

Sarà in ogni caso importane leggere il comunicato del FOMC e seguire la successiva conferenza stampa della Yellen per capire come i governatori prepareranno i mercati a un rialzo dei tassi a dicembre, dato che nella riunione di inizio novembre non sarà seguita dalla consueta conferenza stampa.

Cosa aspettarsi nel frattempo? Crediamo che i mercati possano lasciarsi andare un po' alla volatilità visti anche i recenti massimi storici aggiornati dagli indici oltreoceano. Non dovrebbero, però, lasciarsi andare troppo alle vendite, anche in un contesto di dati incoraggianti in arrivo questa settimana (vendite al dettaglio e inflazione).

Il Dow Jonesche ieri è arrivato al test dei 18.000 punti, dovrebbe riuscire a difendersi sopra tale livello. La resistenza principale rimane collocata a 18.600, massimi storici aggiornati in agosto. Da qui potrebbe tentare un allungo anche verso area 19 mila punti.

Attenzione all'eventuale cedimento dei minimi di ieri che aprirebbero a una fase di maggiore debolezza con target 17.500 punti. L'ultimo baluardo a difesa del rally rimane collocato a 17.000 punti, 50% del ritracciamento di Fibonacci nell'ascesa partita dai minimi del 2016 nonché bottom toccato subito dopo il referendum sulla Brexit.

 

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